Che Francesco Toscano fosse abituato ad andare fuori dagli schemi era noto da tempo a molti ma in pochi si aspettavano che l’assessore alla Cultura del comune di Gioia Tauro potesse, dalle colonne di Gazzetta del sud, chiedere un rimpasto della giunta, di cui egli stesso fa parte.
Nell’articolo scritto da Domenico Latino e pubblicato questa mattina, Toscano non usa eccessivi giri di parole: “Dobbiamo dirci con estrema franchezza che, fino ad oggi, abbiamo faticato a garantire una ottimale ordinaria amministrazione palesando lacune evidenti, specie in alcuni settori strategici ritenuti fondamentali dalla cittadinanza”.
E Toscano sembra individuare le cause delle inefficienze nell’atteggiamento del sindaco nei confronti degli assessori. “Credo che l’aver puntato – scrive l’assessore alla Cultura – su una giunta composta da’novizi’ (me compreso) abbia fatto scaturire nell’animo del sindaco una sorta di sindrome protettiva; utile nella misura in cui aiuta il singolo a maturare gradualmente, dannosa quando finisce per paralizzare e frustrare totalmente la libertà di scelta dei singoli assessori, meri esecutori di scelte di indirizzo politico che, quand’anche minute, devono essere preventivamente e ufficialmente calate dall’alto”.
“Se Pedà – afferma ancora Toscano – sulla cui sensibilità democratica non nutro dubbi, crede che alcune o tutte le componenti del suo esecutivo non siano ancora pronte per affrontare in autonomia il difficile compito, provveda al più presto a favorire l’azzeramento dell’attuale giunta e la contestuale nomina di un nuovo esecutivo composto da figure con una più marcata esperienza politica, in caso contrario responsabilizzi gli attuali assessori invitandoli ad assumere, ognuno nel suo specifico ambito di pertinenza, le responsabilità sostanziali derivanti dalla formale assunzione del ruolo”.
Il lavoro della Giunta comunale, guidata da Pedà, era stato già duramente contestato dal gruppo del Pd che l’aveva definita “una giunta di statue, perennemente in silenzio e immobile davanti ai drammi della città che diventano sempre più tragici”. E’ chiaro però che una critica così dura proveniente dall’interno e soprattutto dall’esponente fino a oggi considerato più vicino al sindaco, ha una forza deflagrante maggiore e dovrà necessariamente avere delle conseguenze sul piano amministrativo.
Alla fine del suo intervento Toscano preannuncia il suo probabile disimpegno dal ruolo di assessore. “Pur essendo onorato di ricoprire attualmente l’incarico di assessore alla Cultura, mi riservo per il prossimo futuro – ha affermato ancora – l’obiettivo di servire l’interesse generale più nell’ambito strettamente politico-ideologico, che mi appassione molto di più, che non in quello amministrativo in senso stretto. Le posizioni personali lasciano il tempo che trovano. Ora è indifferibile indirizzare la rotta perché, come diceva Seneca “nessun vento è buono per il marinaio che non sa dove andare”.




