giovedì, 12 Febbraio, 2026
12.7 C
Palmi
Home Altre Notizie Palmi, se la Casa della Cultura diventa l’Expo degli Sposi…

Palmi, se la Casa della Cultura diventa l’Expo degli Sposi…

La pinacoteca del complesso museale trasformata in una sala d'esposizione di addobbi floreali e abiti da sposa

0
3357

A pochi passi dal centro di Palmi sorge la Casa della Cultura, edificio polifunzionale intitolato a Leonida Repaci, scrittore, saggista, poeta e pittore palmese del ‘900, innamorato della sua città natale che prima di morire don a Palmi più di 200 opere d’arte conservate nella pinacoteca della Casa della Cultura.

Proprio in quella pinacoteca, dove si trovano opere del Fattori, Guttuso, Guercino, Manet, qualche mese fa si è svolta una Expo degli sposi dal nome “Palmi città del Matrimonio”. 24 ore in cui agenzie matrimoniali, fiorai, ristoratori, pasticceri, proprietari di strutture alberghiere, tour operator, hanno presentato ai futuri sposi i loro pacchetti per un perfetto matrimonio. Matrimonio che, secondo quanto deliberato dal consiglio comunale, potrà essere celebrato secondo il rito civile anche nella Casa della Cultura, al Teatro all’Aperto e a Villa Pietrosa.

E così, tra un busto marmoreo di indubbio pregio e delle preziose tele, è stato possibile “ammirare” addobbi floreali, abiti per la cerimonia nuziale, composizioni ed addobbi per interni ed esterni, bomboniere, package con confetti e molto altro ancora.

Ma era necessario che tutto questo avvenisse dentro un luogo in cui si conserva parte del patrimonio artistico e culturale italiano? La Casa della Cultura è – lo dice il nome stesso – luogo di cultura: è una pinacoteca, è un museo etnografico, un antiquarium, una gipsoteca, un museo musicale. E’ tutto quanto viene contemplato sotto il più generico nome di cultura, ma lo è, probabilmente, nella maniera più sbagliata.

E’ un luogo che, nell’era in cui tutto viaggia in rete, non ha un sito internet che ne comunichi l’esistenza al resto del mondo. E’ scarsa l’attività di promozione. Nessuna amministrazione, negli ultimi decenni, ha mai destinato una somma per la sua ristrutturazione, per l’adeguamento dei locali, per riorganizzare gli spazi e allestire le tele suddividendole per corrente artistica, ad eccezione di un intervento fatto nel 2014 nell’Antiquarium “Nicola De Rosa”, dov’è custodito il busto dell’imperatore Adriano.

Lì tutto sembra essere lasciato al caso, e la scelta di concedere i locali della pinacoteca per un’attività che nulla ha che vedere con l’arte e la cultura, è dimostrazione di quanto siamo ancora distanti dal comprendere cosa realmente sia la valorizzazione di un luogo come la Casa della Cultura, e soprattutto cosa siano la tutela, la gestione e la preservazione dei luoghi che custodiscono il patrimonio artistico.