L’autonomia e l’attendibilità dell’Arpacal sono state fortemente messe in dubbio questa mattina durante il consiglio comunale aperto in cui si è discusso di temi ambientali e in particolare delle condizioni dell’acqua del mare.
Tutte le persone intervenute hanno contestato il funzionamento dell’Agenzia regionale per la protezione ambientale e Ferdinando Laghi, vicepresidente nazionale dell’associazione medici per l’ambiente, ha dichiarato: “L’Arpa non è autonoma dalla politica e non essendo autonoma non svolge come dovrebbe il proprio ruolo”.
Per questo motivo si è deciso di dare continuità all’iniziativa del comitato “tutti al mare” e di proseguire a effettuare analisi e campionamenti con dei laboratori indipendenti.
Il sindaco Pedà ha rivelato di aver chiesto ufficialmente, senza aver ottenuto risposta, nei primi giorni di luglio un intervento per il controllo degli scarichi abusivi al Noe dei Carabinieri e di aver presentato, pochi giorni dopo un dettagliato esposto in procura sulla situazione del mare a Gioia Tauro.
I due ex sindaci Bellofiore e Alessio, che ora siedono tra i banchi della minoranza, hanno dato la propria disponibilità a intraprendere un percorso comune sui temi relativi all’ambiente. Alessio ha chiesto di affrontare politicamente la questione e di pretendere che tutti gli enti, a partire dalla Regione Calabria, svolgano i compiti istituzionali a loro attribuiti.
La pubblicazione online di tutte le analisi effettuate e da effettuare, la lotta contro la creazione a Gioia Tauro del deposito delle ceneri derivanti dall’inceneritore, e l’incentivazione della raccolta differenziata, sono i tre obiettivi principali elencati da Renato Bellofiore.
Al consiglio comunale è intervenuto anche il parlamentare del movimento 5 stelle Paolo Parentela. Dopo aver definito il territorio della Piana “una gabbia ambientale” ha elencato i provvedimenti proposti per permettere alla Calabria di uscire dall’emergenza causata dall’inquinamento ambientale.
Parentela ha inoltre proposto a Pedà, che ha subito accettato, di sottoscrivere un’ordinanza contro l’uso del glifosato (un diserbante potenzialmente cancerogeno) nell’agricoltura e nella pulizia delle strade.
Gli altri interventi
Francesco Ierace del Partito Democratico e Antonio Iemma, presidente provinciale della Confconsumatori, hanno chiesto che vengano effettuati maggiori controlli sulle attività di depurazione dalla Iam.
Jacopo Rizzo e Monica Della Vedova di Cittadinanza democratica hanno chiesto di mettere in atto strategie concrete contro l’inquinamento, a partire dalla raccolta differenziata e hanno invitato l’amministrazione a non agire “a compartimenti stagni”.
I rappresentanti del movimento “Tutti al mare” Salvatore Allera e Carmela Centorrino hanno spiegato ai cittadini cosa li ha spinti ad agire e hanno assicurato che daranno continuità all’attività intrapresa.
Una particolare attenzione è stata riservata dal pubblico presente alle relazioni della chimica Francesca Satira, che ha effettuato i prelievi a Gioia Tauro, di Ferdinando Laghi e del presidente dell’osservatorio ambientale diritto per la vita, Arturo Rocca.
In aula era presente anche il sindaco di Cinquefrondi Michele Conia.
Sono intervenuti inoltre gli assessori Adriana Vazzana, Anna Maria Stanganelli e Francesco Toscano, Pino Romeo in rappresentanza del tavolo tecnico di tutela ambientale e Vittoria Barbalace del comitato 7 agosto.
La seduta è stata presieduta dal presidente Santo Bagalà.




