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Operazione insurance: i nomi delle persone coinvolte

Sono sei le persone finite ai domiciliari e quattro quelle sottoposte a obbligi dimora

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Sono sei le persone finite ai domiciliari e quattro quelle sottoposte a obbligi dimora, al termine dell’operazione insurance effettuata questa mattina dalla squadra mobile di Reggio e dagli agenti del commissariato di Cittanova, diretto da Alessandro Sciacca.
Sono ai domiciliari: Franco Chindamo di 36 anni, Vincenzo Insardà di 40, Maria Teresa Cosentino di 36 anni, Rosa Muratore di 71 anni, Basilio Iero di 50 e Carmelo Lando di 61 anni.

Sono invece sottoposti alla misura cautelare dell’obbligo di dimora: Domenica Zavaglia di 43 anni, Francesco Giorgio’ di 27, Biagio Furfaro di 30 anni e Michelino Mangiaruga di 37 anni.

Sono accusati di associazione a delinquere finalizzata alle truffe alle assicurazioni.

Gli indagati

Nell’ambito della stessa operazione, la polizia ha perquisito le abitazioni e gli studi professionali dei 25 indagati per reati contro il patrimonio, falso e truffe assicurative, che sono: Franco Chindano (1980), Vincenzo Insardà (1976), Domenica Zavaglia (1973), Biagio Furfaro (1986) Francesco hiorgiò (1989), Michelino Mangiaruga (1979), Francesco Garcea (1989), Massimo Zavaglia (1974), Domenico Mosca (1975), Mario Paladino (1953), Maria Teresa Cosentino (1980), Pasquale Guaglianone (1955), Basilio Iero (1966), Angela Caterino (1958), Agostino Cosentino (1954), Giovanni Dino (1965, Carmelo Martorelli (1951) Francesco Lo Iacono (1954) e Giuseppe Pagliaro (1950).

E’ stato inoltre sottoposto a sequestro preventivo il patrimonio aziendale e le quote sociali della “Chinservices s.r.l.”, agenzia di infortunistica stradale, con sede a Polistena, gestita Franco Chindamo.

Le indagini

L’operazione Insurance è il frutto di un’articolata e complessa indagine svolta dagli investigatori del Commissariato di Cittanova e della Squadra Mobile di Reggio Calabria, coordinata dalla Procura della Repubblica di Palmi, che ha portato ad accertare l’esistenza di un’associazione a delinquere finalizzata alle truffe ai danni di ignare compagnie assicurative. Sono state denunciate complessivamente circa 200 persone. Tra gli indagati numerosi professionisti ed un ufficiale della Guardia di Finanza, sospeso dal servizio dal 2010.

L’attenta analisi delle conversazioni telefoniche intercettate, supportata dal sistema di geolocalizzazione delle utenze telefoniche, i riscontri ottenuti tramite mirati servizi di osservazione e pedinamento, la documentazione acquisita dalle varie compagnie assicurative ed i controlli effettuati attraverso le banche dati delle forze di polizia ha fatto emergere 25 truffe assicurative commesse in meno di un anno (tra novembre 2011 e settembre 2012) per un profitto pari a circa 300.000 euro.

Le fasi della truffa

Secondo gli inquirenti i truffatori agivano sempre nello stesso modo: trovavano le macchine e le persone da far figurare in un finto incidente, si davano appuntamento in un luogo stabilito per simulare il sinistro e chiamavano le forze di polizia; aspettavano l’arrivo della pattuglia sul posto e riuscivano ad evitare i rilievi tecnici affermando di aver spostato le autovetture dopo l’impatto. A quel punto gli agenti non potevano far altro che inserire nella relazione di servizio le persone e le autovetture coinvolte.

Dopo aver simulato l’incidente i truffatori simulavano anche le conseguenze fisiche: questa fase iniziava con una visita al pronto soccorso dove lamentando generici dolori gli autori della truffa riuscivano a ottenere prognosi di un paio di giorni, fondamentali per giustificare le false certificazioni ed i referti radiografici effettuati dai medici e dai titolari dei laboratori indagati nell’inchiesta.

Secondo gli inquirenti, sulla base delle false certificazioni ottenute, le persone coinvolte nel finto incidente venivano assistite, nelle pratiche risarcitorie, da agenzie d’infortunistica stradale, come la chinservices, o da legali, come Maria Teresa Cosentino che procedevano con la richiesta di risarcimento nei confronti delle varie compagnie assicurative.

Gli investigatori ritengono che in mumerosi casi, grazie al conferimento di apposite procure, l’agenzia d’infortunistica stradale Chinservice e Maria Teresa Cosentino incassassero direttamente i risarcimenti dei loro assistiti.

I promotori

I promotori delle truffe, secondo l’accusa sarebbero Vincenzo Insardà e Franco Chindamo, aiutati da Domenica Zavaglia che avrebbe messo a disposizione la propria abitazione e le schede telefoniche a lei intestate per evitare possobili intercettazioni.

Un’altra persona rilevante nell’organizzazione sarebbe Maria Teresa Cosentino. La donna, praticante abilitata al patrocinio, avrebbe collaborato con Franco Chindamo nelle richieste di risarcimento e si sarebbe occupata anche dei contenziosi legali.

I medici coinvolti

Il medico maggiormente coinvolto sarebbe Rosa Muratore, specialista in ortopedia all’ospedale di Polistena. La donna, in rapporti strettissimi con Chindamo e Insardà, secondo gli investigari, avrebbe prodotto falsi certificati medici e attestato lesioni inesistenti. Avrebbe avuto contatti molto stretti con Franco Chindamo anche Basilio Iero, l’altro medico chirurgo considerato come riferimento dagli organizzatori delle truffe.

In molti casi, fanno notare gli inquirenti, i due medici avrebbero prescritto esami strumentali eseguiti quasi sempre negli stessi studi medici. In uno di questi studi lavora lo specialista in chirurgia generale ed ecografia clinica, Carmelo Lando. Con le sue certificazioni supportate da esami radiografici, Lando riusciva a dare maggiore forza probatoria alle richieste di risarcimento e fugava i dubbi manifestati dalle compagnie assicurative.