GIOIA TAURO – Il tribunale di Palmi ha assolto l’imprenditore Michele Caccamo, difeso dai legali Patrizia Surace e Marco Gemelli.
Caccamo, “assolto per non aver commesso il fatto” era accusato nel processo Dejà-vu di aver fatto parte di una associazione a delinquere dedita alla truffa, operante nella Piana di Gioia Tauro, con l’intento di voler agevolare la cosca Piromalli – Molè.
E’ stato invece condannato a 5 anni e sei mesi Pino Priolo mentre dovrà scontare 3 anni e 4 mesi di reclusione il collaboratore di giustizia Pasquale Labate.
Michele Caccamo era accusato di aver messo a disposizione il capannone della sua azienda per stoccare merce di provenienza illecita favorendo una truffa ai danni della società Idroterm.
Grande soddisfazione è stata espressa dai legali di Caccamo che è stato l’unico imputato del processo a essere assolto.
Michele Caccamo è un stimato poeta e durante il periodo di detenzione ha organizzato in carcere laboratori di scrittura, lettura e spazi di discussione. Durante questi incontri ha eleborato un documento (leggi il documento) suddiviso in dieci punti per migliorare la condizione carceraria dei detenuti, ridurre il sovraffolamento e restituire a chi sta scontando la pena una speranza per il proprio futuro.
le dichiarazioni degli avvocati di Michele Caccamo
“E’ stata restituita dignità a una persona di elevato spessore culturale – hanno dichiarato a Gazzetta del sud i legali Marco Gemelli e Patrizia Surace – conosciuta al di fuori dei confini regionali, che, a causa delle vicessitudine giudiziarie, ha visto offuscata la sua immagine d i persona perbene, perdendo anche la fiorente attività imprenditoriale che dava lavoro a più di cinquanta persone”.





