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Dimissioni esecutive. Bellofiore non è più il sindaco di Gioia Tauro

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Renato Bellofiore

Conferenza stampa BellofioreGIOIA TAURO – Renato Bellofiore non è più il sindaco di Gioia Tauro. Le sue dimissioni, presentate lo scorso 10 aprile, da oggi sono esecutive.

Il segretario generale Giuseppe Corrado, ha scritto pochi minuti fa al Prefetto di Reggio Calabria, Claudio Sammartino, per comunicare l’ufficialità della decisione. Nel giro di pochi giorni il prefetto dovrebbe provvedere a nominare il commissario che resterà in carica fino alle prossime elezioni che dovrebbero tenersi nella primavera del 2015.

Nel corso della mattinata, il sindaco insieme ai membri della giunta ha sbrigato le ultima formalità burocratiche e ha incontrato la stampa per ribadire le ragioni che lo hanno spinto a non ritirare le dimissioni.

«E’ meglio che la città sia governata da un commissario e non da un sindaco ricattato da due consiglieri. Abbiamo sempre amministrato liberamente e non potevamo permettere che ciò cambiasse. – ha detto Bellofiore – I documenti smentiscono i consiglieri Cento e Savastano. La loro decisione non ha nulla a che fare con la politica. Avevano solo l’obiettivo di ingolfare l’attività amministrativa. Hanno dimostrato di essere il peggio del peggio della politica».

Secondo l’ormai ex primo cittadino, Savastano e Cento avrebbero dovuto aprire una discussione sul bilancio con la maggioranza prima di presentare l’emendamento e in conferenza stampa ha esibito il verbale della riunione di maggioranza del 13 marzo in cui Savastano e Cento non avrebbero avanzato nessuna richiesta di modifica sul bilancio. «Hanno preferito incontrarsi con l’opposizione invece che con la maggioranza. Cento ha chiesto al consigliere Longobucco quattro assessori, lo ha fatto in un locale pubblico e la stessa richiesta è stata fatta anche all’esponente del Pd Ugo Massimilla».

Infine, per quanto concerne l’esternalizzazione della manodopera per la differenziata, proposta da Savastano nell’emendamento, Bellofiore ha concluso: «ancora una volta viene smentito dai documenti considerato che il 10 luglio del 2012 ha approvato una delibera di giunta in cui veniva proposta la raccolta ‘mediante gestione diretta, con il personale tecnico ed operaio’ del comune e attraverso ‘il nolo dei mezzi specifici necessari’».

Alla conferenza stampa erano presenti anche i consiglieri Ozzimo, Laurendi e Cofone e gli assessori Della Vedova, Nardi, Rizzo, Iannì e Leonardi.

Nel primissimo pomeriggio Domenico Cento ha risposto con un comunicato alle dichiarazioni di Bellofiore.
«L’ex sindaco Bellofiore – ha scritto Cento – ha scelto di dimettersi pur di non aprire un naturale confronto all’interno del partito democratico. Ho infatti ribadito in tutte le occasioni possibili, compresa l’ultima riunione che si è svolta domenica scorsa, alla presenza del segretario provinciale del pd, del sindaco e di molti dei componenti della maggioranza che sosteneva l’amministrazione, che il bilancio comunale doveva essere oggetto di discussione all’interno del partito e mai ho affermato che non lo avrei votato. Considerato che non c’era nessuna scadenza imminente per l’approvazione del documento contabile, non si capisce per quale motivo il sindaco abbia deciso di non ritirare le dimissioni per riaprire la necessaria fase del confronto democratico».

«Quando in passato – ha aggiunto Cento – ho compiuto importanti opere di mediazione il sindaco non pensava che io fossi il “peggio del peggio”. Oggi, senza dare ascolto agli inviti giunti dai vertici del partito, Bellofiore ha consegnato la città alla gestione commissariale. Le vere ragioni di questa scelta restano incomprensibili».
Lucio Rodinò