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Armi siriane: Letta promuove un incontro a Palazzo Chigi

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cape rayGIOIA TAURO – «Per essere chiari va detto che stiamo parlando di materiale tossico, non di armi chimiche. Nei container l’agente chimico e gli inneschi sono ovviamente separati: diventano armi solo se vengono messi assieme, di solito nella testata del razzo». Lo ha dichiarato questa mattina il ministro Bonino al Corriere della sera riferendosi al contenuto dei container provenienti dalla Siria, che saranno trasbordati all’interno del Porto di Gioia Tauro.

«La scelta non l’ho fatta io – ha aggiunto – ma mi pare che, dal punto di vista dei requisiti, l’indicazione del porto di Gioia Tauro sia conseguente. È un porto di eccellenza e le ragioni portate dal ministro Lupi mi sembrano convincenti».

Nella Piana però le rassicurazioni ministeriali non hanno fatto presa. I sindaci e molti esponenti politici hanno annunciato azioni di lotta. Poco dopo l’annuncio ufficiale è iniziato un sit-in davanti al gate doganale e su facebook sono centinaia i messaggi di allarme che arrivano dai cittadini.
enrico-lettaNel pomeriggio di oggi il presidente del Consiglio Enrico Letta ha fatto sapere che convocherà a Palazzo Chigi il presidente della Scopelliti, i sindaci di Gioia Tauro e San Ferdinando, il presidente dell’Autorità portuale, Giovanni Grimaldi, il comandante della Capitaneria di Porto, Barbagiovanni Minciullo, e l’amministratore delegato di Mct, Domenico Bagalà per la vicenda delle operazioni di trasbordo delle sostanze chimiche trasportate dalla Siria.

«E’ vero che la Calabria può offrire un contributo contro le armi chimiche e per la pace nel mondo – ha affermato il presidente della Giunta regionale Scopelliti – ma è anche vero che così facendo si rischia di portare alla guerra civile un territorio. Il governo sappia – ha concluso il Presidente – che la Calabria non accetterà che questa operazione possa mettere a repentaglio la sicurezza dei cittadini e dell’ambiente».

«Sono rimasto davvero stupito dalle reazioni – ha dichiarato a Unomattina il ministro Lupi – Chiameremo e coinvolgeremo i sindaci del territorio. Dovremmo esserne orgogliosi – ha proseguito- di smaltire le armi chimiche un tempo usate da Assad in Siria a Gioia Tauro perchè questo porto è un’eccellenza italiana che gestisce praticamente ogni giorno prodotti chimici di questo tipo. Le sostanze contenute nelle ex armi della Siria – ha aggiunto – possono essere smaltite a Gioia Tauro e abbiamo individuato questo porto perchè è un’eccellenza italiana che solo nel 2013 ha trattato 29.800 tonnellate di prodotti chimici pericolosi come questo».