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Gioia: nervi tesi in maggioranza. Rinvio con polemiche di un punto all’ordine del giorno

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Domenico SavastanoGIOIA TAURO – Nervi tesi e un contestatissimo rinvio dell’unico punto all’ordine del giorno oltre a quelli previsti per le due surroghe dei consiglieri dimissionari. Questa in sintesi la fotografia del consiglio comunale di Gioia Tauro di questa mattina

A far deflagrare la situazione è stato il neo capogruppo del Partito democratico Gianni Laurendi, che oltre a battibeccare (come spesso accade) con i consiglieri di minoranza, ha inferto alcuni violenti fendenti nei confronti di Carmelo Riotto e del presidente del consiglio comunale Domenico Cento.

Caterina TripodiL’esponente democratico durante l’intervento per l’ingresso in aula di Domenico Savastano ha dichiarato: «In passato Riotto non è stato molto presente e ha partecipato poco alle nostre iniziative. Adesso basta con le chiacchiere e si metta a lavorare». Molto più duri i toni e le accuse usati più tardi contro Cento. Nel mezzo della discussione sull’istituzione delle tariffe relative ai diritti di segreteria da applicare nei servizi erogati alle imprese dallo sportello unico per le attività produttive, Laurendi ha tuonato contro il presidente del Consiglio che lo aveva ripreso in maniera energica. «Cento conduce l’aula in maniera ostruzionistica – ha dichiarato – Mi impedisce di parlare e questo è un fatto gravissimo che pretendo che sia messo a verbale».

consiglio comunaleLa seduta di questa mattina ha fatto emergere delle pecche, perlomeno organizzative, all’interno della maggioranza che ha prima rifiutato una richiesta di una sospensione di 10 minuti per studiare meglio le tariffe, avanzata da Guerrisi e Zagarella (si sono astenuti Cento e Savastano) e poi ha fatto una veloce marcia indietro votando il rinvio del punto al prossimo consiglio con l’unica astensione di un contrariatissimo Laurendi.

Al termine della seduta tutti i membri della maggioranza hanno analizzato quanto accaduto in una riunione a porte chiuse.

Oggi è stato anche il giorno degli ingressi in aula di Kathryn Tripodi (entrata al posto di Benedetto), che si è unita a Daniela Richichi nel gruppo del Pdl e dell’ex assessore Savastano (entrato al posto di Riotto) che ha confermato la sua appartenenza a Cittadinanza democratica ma ha fissato i paletti che guideranno il suo comportamento in aula. «Sarò propositivo – ha dichiarato – e seguirò la linea del mio gruppo ma solo quando coinciderà con l’interesse esclusivo della comunità. Conosco perfettamente i bisogni della città – ha aggiunto – e in questi tre anni e mezzo ho capito cosa un’amministrazione comunale puo’ fare e cosa non puo’ fare per soddisfare i bisogni dei cittadini. Qualche volta – ha concluso – questa amministrazione si blocca inspiegabilmente».

Il sindaco Bellofiore ha definito l’avvicendamento tra Riotto e Savastano «un’azione politica volta al rafforzamento della maggioranza» e nel suo intervento ha elencato tutti gli interventi attuati dall’ex assessore.

Di segno opposto l’interpretazione di Guerrisi e Zagarella. Per il vicepresidente «il sindaco ha cambiato gli assessori senza fornire motivazioni solo per salvare la poltrona» mentre per l’esponente di Città vivibile «l’azione amministrativa è rivolta solo agli interessi personali e non a quelli della città». «Sei un sindaco ricattato – ha detto ancora Zagarella rivolgendosi a Bellofiore – dovresti andare in giro per la città per parlare con la gente e capire quali sono i veri problemi».

Tra i banchi dell’opposizione erano anche oggi numerose le assenze. Non hanno infatti risposto all’appello del segretario comunale i consiglieri Ritrovato, Fascì, Dalbis, Ranieri e Stanganelli.
Lucio Rodinò