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«Pd, un partito fermo all’anno zero»

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Riceviamo e pubblichiamo:

IL PD DI PALMI E IL SUO “ANNO ZERO”.

Siamo all’Anno Zero. Il Partito Democratico, quello nazionale e quello di Palmi, si trova ad un bivio: quello tra il tentativo di sopravvivere a se stesso, nelle forme e nei contenuti che lo hanno caratterizzato fino ad ora e il lancio di una sfida, la voglia di crescere, di osare, di diventare finalmente quel contenitore di idee e di persone, quella sinistra riformista che in tanti abbiamo auspicato.

In coerenza con lo statuto e con il progetto politico fondativo del Partito Democratico alcuni di noi, che vogliono offrire il loro contributo in chiave unitaria e costruttiva, hanno sentito la necessità di intraprendere un processo di rinnovamento e adeguamento del partito palmese sulla base dell’istanze che ci derivano dalla società civile,, non più procrastinabili, che ci spinge ad ascoltare la richiesta di cambiamento, di un progetto chiaro, di un percorso condiviso.

Lo scopo della nostra azione è recuperare l’affezione che il partito ha perso e la fiducia dei suoi elettori in uno dei momenti più difficili che il PD abbia mai dovuto affrontare, anche a Palmi, partendo dall’elaborazione di un nuovo progetto, che per qualcuno ha significato anche sacrificare la propria appartenenza identitaria , ma che al momento non vede sostegno e incoraggiamento da parte del coordinamento cittadino, che sembrerebbe anacronisticamente esprimere disattenzione se non diffidenza verso il progetto. Uno sforzo frustrato, in primis, da una palese e fin troppo sbandierata divisione interna che incautamente e con scarso senso di responsabilità non si riesce o non si vuole evidentemente superare.

Nelle scorse settimane si era pervenuti ad individuare una figura condivisa di segretario che avrebbe voluto avviare un processo di rinnovamento e di apertura del partito ai cittadini, sulla base di nuove dinamiche interne e di nuove linee d’intervento, costruite sui bisogni concreti e sulle istanze della Città, contro niente e nessuno ma in favore di. Il progetto (e i nomi nuovi proposti), condiviso anche dal consigliere del PD palmese Ranuccio, è fallito di fronte agli scudi levati da una classe dirigente “storica”, in parte precedentemente sfiduciata e bocciata di fatto dai risultati negativi che il partito ha collezionato nelle varie tornate elettorali degli ultimi anni a Palmi, che ha respinto una proposta progettuale avanzando in contrapposizione una logica di mantenimento di equilibri interni in funzione di tessere e tesserati di parte. Una posizione inspiegabile da chi usa spesso la parola “rinnovamento”, senza avere evidentemente contezza del suo profondo significato.

Noi pensiamo che sia necessario, allora, un rinnovamento culturale vero, un nuovo modo di pensare alla politica e al vero significato della sua funzione, un modello che parta soprattutto dalle nuove generazioni che è giunto il tempo che facciano sentire la loro voce e indichino percorsi alternativi per contribuire all’amministrazione della cosa pubblica a Palmi. Che abbiano soprattutto voglia di pensare seriamente al loro futuro e a un “fare politica” che non sia la risultante e il luogo del mero contendere per la conquista di poltrone, di cariche interne o esterne, magari anche di sottobosco, il luogo delle consorterie di qualsiasi genere in cui il numero delle tessere e non la progettualità e la qualità delle proposte sia la determinante. Giovani che , insieme a meno giovani, vogliano battersi e lavorare per una politica che sia “comunità” dove ogni energia, ogni personalità, ogni competenza possa esprimersi al meglio.

Il confronto sulle posizioni e sulle idee sta rischiando di degradare in competizioni senza politica, così come la libertà dei singoli di partecipare al dibattito e al lavoro politico collettivo rischia di essere pesantemente compromessa e negata.

Dopo le sconfitte elettorali comunali e da ultimo nazionali, un partito organizzato avrebbe dovuto trovare un momento per riflettere e subito dopo cercare le motivazioni per nuove alternative ed il rilancio dell’attività politica. Ciò nel Pd di Palmi non è mai avvenuto. Il partito ha bisogno di dialogare con la Città e di far sentire la voce dei propri iscritti attraverso quella dei consiglieri, impegnati a nome del partito.

In questo percorso è importante l’esperienza di chi ha fatto e continua a fare Politica, ma non bisogna tralasciare la scommessa di investire su nuova linfa che, carica di «voglia di fare» e libera da vecchi retaggi riesca in maniera graduale a portare un sano rinnovamento, che parta dalla normalizzazione delle relazioni.

Per queste ragioni, avremmo auspicato il rinnovamento di tutte le componenti affinché si creassero le sinergie per costruire un partito radicato e coeso nel territorio della cittadina. Siamo un partito maturo e serio per far finta di non capire che le sirene individualistiche sempre più presenti porteranno solo ad ulteriori sconfitte salvando, quando va bene, risibili carriere personali.

Fermamente convinti delle nostre idee, continueremo a lavorare all’interno e con il PD palmese, con linearità coerenza e lealtà nei confronti del nuovo organismo dirigente al quale auguriamo un percorso politico di crescita
e di recupero di credibilità della politica di fronte ai cittadini. Questa volta sarà vietato sbagliare, saremo coinvolti tutti, necessariamente chiamati a dare una risposta a una richiesta fin troppo a lungo disattesa.

 

Alessandro Vincenzi, Francesco Braganò, Alfredo Pepe della Ventura, Dario Galletta