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Rosarno, Socialisti Uniti: Valorizzate la Stazione ferroviaria

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Iannizzi, Zavettieri, Papaianni, Catanzariti, Carnovale
Iannizzi, Zavettieri, Papaianni, Catanzariti, Carnovale

ROSARNO – Il circolo medmeo dei “Socialisti Uniti” fa propria la causa della stazione ferroviaria di Rosarno, attaccando Rfi per lo stato «di completo abbandono in cui versa una delle strutture più importanti dell’intera Calabria, con un bacino d’utenza (che comprende, oltre alla Piana, anche la locride e parte del vibonese) di quasi  400mila persone».

Al debutto ufficiale, avvenuto nel tardo pomeriggio di ieri presso l’Hotel Vittoria, hanno preso parte oltre a Domenico Iannizzi, coordinatore cittadino, e Pasquale Papaianni, giovane dirigente locale, anche il consigliere provinciale Pierpaolo Zavettieri, il leader regionale dei “Riformisti italiani” Gianpaolo Catanzariti ed il giovane Nicola Carnovale, dirigente nazionale dei riformisti.

Iannizzi ha da subito manifestato il suo sdegno per il mancato sviluppo dello scalo pianigiano che «in passato è stato una eccellenza interregionale e che oggi si presenta come una scatola vuota, una grande incompiuta».

La parola è poi passata a Papaianni che, dopo aver fatto una breve panoramica dei punti critici della struttura: «biglietteria chiusa e nessuna opportunità di poter usufruire di macchinette automatiche, videosorveglianza inesistente, nessuna postazione della Polfer, mancata entrata in funzione degli ascensori per i disabili ed in generale manutenzione insoddisfacente», si è soffermato sulla necessità di avere in città la fermata del “Frecciargento”, che andrebbe a servire tre diversi circondari».

Collegandosi a quest’ultima richiesta, Pierpaolo Zavettieri ha subito fatto sapere che quella di Rosarno è una battaglia che oltre che ai socialisti sta molto a cuore all’ente provinciale, il quale sa benissimo che per lo sviluppo del proprio territorio non si può prescindere dalla valorizzazione di questa struttura». Il consiglio provinciale, avrebbe infatti «già mandato a Rfi una richiesta formale per garantire la fermata del “Frecciargento” in questa realtà, riqualificando l’unico snodo strategico tra fascia tirrenica e zona jonica della provincia di Reggio Calabria».

Gianpaolo Catanzariti ha preso la palla al balzo per spiegare che senza la valorizzazione di questo scalo, «che oltre a fungere da snodo intercomprensoriale risulta essere la porta d’entrata terrestre al “Porto di Gioia Tauro”, è inutile anche parlare di “area metropolitana”, nella quale i trasporti dovranno avere un ruolo fondamentale per lo sviluppo del territorio».

A tirare le conclusioni ci ha infine pensato Nicola Carnovale, che oltre a puntare il dito «contro le scelte politiche che hanno portato ad una crisi “tutta meridionale” delle reti di trasporto, ha spiegato come l’imprenditoria del sud è tenuta sotto scacco a causa, tra l’altro, dell’ostruzionismo che Rfi attua nei confronti degli investitori privati dello stesso settore, e tutto questo ha inevitabilmente portato ad un disastro dell’intero sistema ferroviario».

L’input dato dal circolo cittadino dei “Socialisti Uniti” ha quindi fatto da pungolo ai vertici regionali del partito, che si sono subito detti «pronti a fare proprie le richieste rosarnesi nelle sedi opportune».

Francesco Comandè