
GIOIA TAURO – Erano passate da poco le dieci, questa mattina, quando all’interno della filiale di Gioia Tauro del Banco di Napoli qualcuno è fuggito con 151 mila euro.
Qualcuno che sapeva di un giro di denaro, quest’oggi, all’interno del caveau, e che per nulla al mondo avrebbe rinunciato ad una così ghiotta occasione. E così Antonino Denisi, 30 anni, di Santo Stefano d’Aspromonte, dipendente della ditta di sicurezza all’interno della banca, ha pensato di compiere un colpo che gli avrebbe reso più semplice la vita.
Si è recato a lavoro in divisa, come di consueto, poi si introdotto nel caveau e con una pistola, detenuta illegalmente, ha minacciato gli operatori, intenti a contare il denaro. Insomma, classica scena in cui la frase di circostanza è “fermi o sparo questa è una rapina”, poi la fuga, con i soldi.
Antonino Denisi è andato via a bordo di un’auto, una Fiat Panda che i carabinieri della compagnia di Gioia Tauro, allertati dal direttore della banca, hanno subito cercato.
Grazie ad un dispiegamento di forze, posti di blocco in tutta la città e nei centri della Piana, intorno alle 17 i militari dell’Arma di Gioia Tauro, coordinati dal capitano Ivan Boracchia, sono riusciti ad individuare l’auto sulla quale l’uomo viaggiava.
Lungo la Strada Provinciale 1, tra Taurianova e Cittanova, l’uomo è stato bloccato e poi fermato, ma dei soldi e dell’arma nessuna traccia.
Denisi è stato dichiarato in stato di fermo e condotto in carcere a Palmi, su disposizione del sostituto procuratore Salvatore Dolce. Entro 48 ore il gip dovrà decidere se convalidare il fermo preventivo o rimetterlo in libertà.
Viviana Minasi





