
GIOIA TAURO – Quattro imprenditori gioiesi sono stati arrestati questa mattina con l’accusa di associazione a delinquere, turbata libertà degli incanti e corruzione, nell’ambito dell’operazione “ceralacca”, effettuata dalla Guardia di Finanza di Reggio Calabria.
Secondo gli inquirenti, i fratelli Giuseppe (55 anni) e Carmelo Bagalà (53 anni), ed i figli Francesco (22 anni) e Giuseppe (24anni) avrebbero truccato le gare d’appalto gestite dalla stazione unica appaltante provinciale e dalla Sorical.

Grazie a un sistema di corruzione e compiacenze i Bagalà sarebbero riusciti a vincere molte gare, controllando le offerte degli altri concorrenti prima dell’apertura delle buste.
In pratica, le buste venivano aperte e controllate, si inseriva l’offerta migliore e subito dopo il plico veniva richiuso e custodito nella cassaforte.
Nel corso dell’operazione sono state sequestrate tre aziende, un’automobile e sei tra autocarri e veicoli speciali.

Insieme agli imprenditori sono stati arrestati il responsabile e il segretario dell’ufficio gare e appalti della Sorical Mario Italo Torresani e Domenico Lamonica, il dipendente Sorical Antonio Scaramuzzino e i dipendenti della Provincia di Reggio calabria Antonio De Clariti Stresa e Luigi D’Amico.
I particolari dell’operazione Ceralacca sono stati illustrati nel corso di una conferenza stampa a cui hanno partecipato il Procuratore Giuseppe Pignatone, il Procuratore Aggiunto Ottavio Sferlazza, i vertici della Guardia di Finanza rappresentati dal Comandante regionale Michele Calandro e dal Comandante provinciale Di Gesù, dal Comandante del Gico Gerardo Mastrodomenico, dal Comandante del Centro Operativo Marco Sorrentino, dal Comandante del Nucleo Poste e Telecomunicazioni Claudio Petrozziello e dal Comandante del Gruppo Tutela Economia Domenico Napolitano.






