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La Varia di Palmi tra memoria e futuro

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Di Jessica Malagreca

Una tradizione non vive soltanto nel momento in cui si tiene ma, soprattutto, a vivere, quando viene
raccontata, studiata, fotografata e in particolar modo quando riesce a parlare anche alle generazioni
che verranno.
Per questi motivi, la Varia di Palmi, patrimonio UNESCO facente parte della Rete delle grandi
Macchine a spalla italiane, sarà al centro di un incontro dal titolo “Passato, presente, futuro. Un
confronto con la Città”, in programma lunedì 24 agosto, alle ore 20.45, nella magnifica cornice di
Villa Mazzini.
Questo evento vuole portare i cittadini appuntamento a guardare alla Varia non soltanto come a una
grande festa popolare, ma come grande patrimonio culturale che appartiene alla città e che porta con
sé una storia fatta di fede, tradizione, partecipazione e identità collettiva.
Il confronto sarà anche un’occasione per interrogarsi su ciò che questa tradizione rappresenta oggi e
su come possa continuare a essere tramandata per non perdere il legame originale con le proprie
radici.
La serata proporrà infatti uno sguardo alla Rete attraverso il progetto di antropologia visiva
VISIONI, e il Reportage di Patrimonio, un’installazione fotografica dedicata alle feste. Due
percorsi diversi accomunati dalla voglia di osservare e raccontare il patrimonio immateriale
attraverso le immagini e attraverso gli occhi di chi lo vive.
Ogni tradizione, per rimanere viva, deve necessariamente confrontarsi con il tempo che cambia e la
Varia, con la sua straordinaria capacità di coinvolgere una comunità intera, rappresenta uno degli
esempi più significativi di come la memoria possa continuare a essere parte del presente.
L’iniziativa è curata dalla Rete delle grandi macchine a spalla e dall’Istituto Centrale per il
Patrimonio Immateriale del Ministero della Cultura, con il coinvolgimento della Città di Palmi e
delle realtà associative del territorio.

L’appuntamento di Villa Mazzini sarà quindi anche un momento di riflessione sulla responsabilità di
custodire un patrimonio che non appartiene soltanto a chi lo ha ricevuto dal passato, ma anche a chi
avrà il compito di consegnarlo al futuro.

A fare da ideale prosecuzione all’incontro sarà poi il Foyer del Teatro Nicola Manfroce, che da
martedì 25 a domenica 30 agosto ospiterà il Reportage di Patrimonio, installazione fotografica sulle
feste.

Le immagini accompagneranno così la riflessione e offriranno un’altra chiave per avvicinarsi alla
Varia: quella dello sguardo. Perché anche una fotografia può diventare memoria, soprattutto quando

riesce a fermare un gesto, un volto, un momento di una festa che, pur rinnovandosi nel tempo,
conserva intatta la propria identità.

La Varia di Palmi torna dunque a essere raccontata e osservata al di là del giorno della festa, quando
l’attenzione si concentra sul grande evento. Questa volta il tempo della celebrazione lascia spazio a
quello della riflessione, per chiedersi quale futuro possa avere una tradizione così profondamente
radicata nella storia della città.

E forse è proprio questo il modo migliore per custodire una tradizione: non considerarla qualcosa di
immobile, ma continuare a conoscerla, raccontarla e metterla in dialogo con il presente.

Perché il patrimonio, prima ancora di essere riconosciuto dall’UNESCO, appartiene a una comunità.
E la sua vera forza sta nella capacità di quella comunità di continuare a riconoscersi dentro la
propria storia.Una tradizione non vive soltanto nel momento in cui si ripete. Continua a vivere
quando viene raccontata, studiata, fotografata e, soprattutto, quando riesce a parlare anche alle
generazioni che verranno.
È da questa prospettiva che la Varia di Palmi, patrimonio UNESCO e parte della Rete delle grandi
macchine a spalla italiane, sarà al centro di un incontro dal titolo “Passato, presente, futuro. Un
confronto con la Città”, in programma lunedì 24 agosto, alle ore 20.45, nella cornice di Villa
Mazzini.
Un appuntamento che invita a guardare alla Varia non soltanto come a una grande festa popolare,
ma come a un patrimonio culturale che appartiene alla città e che porta con sé una storia fatta di
fede, tradizione, partecipazione e identità collettiva.
Il confronto sarà anche un’occasione per interrogarsi su ciò che questa tradizione rappresenta oggi e
su come possa continuare a essere tramandata senza perdere il legame con le proprie radici.
La serata proporrà infatti uno “sguardo alla Rete”, attraverso Visioni, progetto di antropologia
visiva, e il Reportage di Patrimonio, un’installazione fotografica dedicata alle feste. Due percorsi
differenti ma accomunati dalla volontà di osservare e raccontare il patrimonio immateriale
attraverso le immagini e attraverso gli occhi di chi lo vive.
La scelta di mettere insieme passato, presente e futuro non è casuale. Ogni tradizione, per rimanere
viva, deve necessariamente confrontarsi con il tempo che cambia. E la Varia, con la sua
straordinaria capacità di coinvolgere una comunità intera, rappresenta uno degli esempi più
significativi di come la memoria possa continuare a essere parte del presente.
L’iniziativa è curata dalla Rete delle grandi macchine a spalla e dall’Istituto Centrale per il
Patrimonio Immateriale del Ministero della Cultura, con il coinvolgimento della Città di Palmi
e delle realtà associative del territorio.
A fare da ideale prosecuzione all’incontro sarà poi il Foyer del Teatro Nicola Manfroce, che da
martedì 25 a domenica 30 agosto ospiterà il Reportage di Patrimonio, installazione fotografica sulle
feste.

Le immagini accompagneranno così la riflessione e offriranno un’altra chiave per avvicinarsi alla
Varia: quella dello sguardo. Perché anche una fotografia può diventare memoria e identità.
La Varia di Palmi torna dunque a essere raccontata e osservata al di là del giorno della festa. Il
tempo della celebrazione lascia spazio a quello della riflessione.
E forse è proprio questo il modo migliore per custodire una tradizione: non considerarla qualcosa di
immobile, ma continuare a conoscerla, raccontarla e metterla in dialogo con il presente.
Perché il patrimonio, prima ancora di essere riconosciuto dall’UNESCO, appartiene a una comunità
che diventa la sua vera forza e custode.