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Cittanova, il TAR boccia il regolamento acustico: Comune condannato alle spese

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Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Calabria, Sezione Staccata di Reggio Calabria, su ricorso
proposto dalla Società Sportiva Dilettantistica GLOBO PADEL TENNIS CLUB, ha annullato la
deliberazione del Consiglio Comunale di Cittanova n. 3 del 22 gennaio 2026, con la quale era stato
approvato un Regolamento sull’inquinamento acustico, condannando inoltre l’Amministrazione resistente al
pagamento delle spese di lite nei confronti di parte ricorrente, liquidata nella misura di euro 1.500,00, oltre
spese generali ed accessori come per legge.
Si tratta dell’ennesima e sonora sconfitta causata dall’arroganza e dall’incompetenza di un sindaco e di una
maggioranza sempre più precaria, ostinatamente arroccati nella difesa di personali interessi dietro i quali si
cela un clamoroso fallimento politico e amministrativo.
Il sindaco Antico e quel che resta della sua maggioranza avevano approvato in Consiglio comunale, con il
voto determinante di un assessore in conflitto d’interessi, nonostante il voto contrario di tutte le opposizioni,
un Regolamento sull’inquinamento acustico.
Come PD avevamo espresso fin da subito la netta contrarietà in quanto si trattava di disposizioni che,
dietro l’apparente intento di tutelare la quiete pubblica, finivano in realtà per penalizzare pesantemente
imprese artigiane, esercizi commerciali, locali di intrattenimento, attività e associazioni sportive, imponendo
limiti sproporzionati e irragionevoli che ne compromettevano la sostenibilità operativa.
Un regolamento calato dall’alto, con intrinseci intenti autoritari, sproporzionato e punitivo, frutto di un
approccio burocratico e miope, senza alcun coinvolgimento delle categorie e dei soggetti interessati, che
ignorava la realtà della vita cittadina, dimenticando quanto lavoro e passione ci siano dietro ogni attività
produttiva e iniziativa sociale.
Avevamo resi edotti il sindaco e i consiglieri che ancora lo sostengono che il regolamento improvvidamente
approvato conteneva profili di illegittimità formali e sostanziali.
Le modalità di approvazione, anche con la presenza in consiglio comunale e il voto determinante di un
assessore in oggettivo conflitto d’interessi, l’assenza di un adeguato confronto con le categorie e i soggetti
interessati e l’adozione di criteri tecnici discutibili avrebbero reso necessario un serio e approfondito
riesame del testo.
Per tali ragioni come Partito Democratico avevamo perciò chiesto al sindaco e all’Amministrazione di
ritirare o sospendere l’applicazione del regolamento, aprendo un tavolo di confronto con imprese,
operatori economici, associazioni di categoria, realtà sportive, cittadini e con il coinvolgimento delle
opposizioni che, peraltro, rappresentano ampiamente la maggioranza del paese, per costruire insieme un
regolamento equilibrato e davvero utile.
Invece di ascoltare e accogliere i nostri suggerimenti fatti con spirito costruttivo, hanno scelto di procedere
guidati dalla loro testarda miopia fino a cacciarsi in un vicolo cieco, giungendo ad una prevedibile quanto
inesorabile condanna da parte del Tar.

I Giudici amministrativi, richiamando numerosi precedenti che hanno interessato nel passato anche il
Comune di Cittanova, hanno ribadito l’obbligo dell’astensione del consigliere comunale tutte le volte in cui
risulti ravvisabile una “correlazione immediata e diretta fra il contenuto della deliberazione e specifici
interessi dell’amministratore”, essendo irrilevante che si sia prodotto anche un concreto “vantaggio”
(diretto o indiretto). Nel caso della delibera consiliare impugnata i Giudici hanno riconosciuto che “le
evidenze prodotte a sostegno della sussistenza di una correlazione immediata e diretta, obiettivamente
apprezzabile, tra il contenuto della deliberazione e gli interessi del consigliere comunale indicato in ricorso,
sono tali da imporre un suo dovere di astensione.” Dovere disinvoltamente violato dal consigliere con la
complicità di tutta la maggioranza.
Ancora una volta perde l’arroganza e l’incompetenza di un’amministrazione inadeguata e vince il buon senso
e quanti sono impegnati a dare voce ad un paese vivo, moderno e in armonia.