ROMA – Fino a Roma per discutere del porto di Gioia Tauro. Una sede importante come la Camera dei deputati per un tema che lo é altrettanto, ma che il Governo nazionale continua a sottovalutare.
Si é tenuto ieri pomeriggio nella Sala Colonne di Palazzo Marini l’incontro dal titolo “Zes, logistica ed energia: fattori di sviluppo per il porto di Gioia Tauro”, organizzato dal Cefris, (Centro per la Formazione, la ricerca, l’innovazione tecnologica e lo sviluppo), che coglie l’occasione per rilanciare le proprie attività, e l’Isag, (Istituto di Altri studi in geopolitica e scienze ausiliari).
Diversi i relatori che hanno preso parte all’evento che hanno messo in risalto i punti di forza del porto calabrese. Argomenti già sentiti, conosciuti ai più, ma ribaditi a Roma perché finalmente qualcosa possa cambiare.
A dare il via all’iniziativa é stato Pasquale Monea, presidente del Cefris, presente in sala insieme a Domenico Napoli, direttore del centro, che ha subito dato la parola a Luigi Fedele, assessore ai Trasporti e politiche euromediterranee della Regione Calabria.
“Parliamo di Zes oggi, – ha detto – un tema che trattiamo quotidianamente. Ma oggi ci aspettiamo qualcosa in più da questa iniziativa. Per esempio basterebbe già che il Governo notificasse questo incontro alla Commissione europea”.
Di carattere tecnico l’intervento di Salvatore Silvestri, Segretario generale dell’Autoritá portuale, che con parole chiare, semplici e dirette ha brevemente spiegato la storia del porto di Gioia Tauro.
“Si trova lì ma per caso, – ha detto – é un’eccellenza ma ha sempre avuto un ruolo marginale. É una piattaforma in mezzo al mare. É lí ma potrebbe essere ovunque. Finché rimarrà porto di transhipment sarà sottoposto ai venti dei mercato. La Zes, – ha aggiunto – non mette i soldi in tasca a nessuno a differenza degli investimenti a pioggia che ci sono stati in passato. Abbiamo già 700 ettari di suolo pubblico infrastrutturato. É un discorso che riguarda l’Italia e l’Europa”.
Interessanti anche le parole di Tiberio Graziani, presidente Isag. “Se la politica non si sveglia e comincia ad usufruire del potenziale del porto, – ha detto – presto lo faranno altri”.
Nella seconda parte dell’incontro, moderata da Filippo Romeo, ricercatore associato Isag, sono intervenuti diversi docenti universitari interessati alla questione. Si tratta di Paolo Sellari, aggregato di Geografia politico-economica, Pierangelo Dacrema, ordinario di Economia, e Giovanni Saccá, incaricato di Ricerca Sistemi di trasporto.
“Ho parlato di Zes al Senato ma questo non basta. – ha detto Antonio Caridi, Senatore calabrese – La politica ha investito e anche molto, ma anche i privati devono fare la loro parte”.
Alla fine di questa seconda parte ha preso la parola il direttore del Cefris Domenico Napoli. “Il Cefris vuole essere una struttura di servizio che crei le maestranze che serviranno. – ha spiegato – Si tratta di un percorso formativo che mira a creare un bacino di professionalità utile per le aziende che si insedieranno sul territorio. L’intento é quello di mettere in piedi un circuito che generi lavoro e professionalità in Calabria”.
La terza e ultima parte ha visto una Tavola rotonda alla quale hanno partecipato Andrea Appetecchia, Isfort, Domenico Arcuri, amministratore delegato Invitalia, Domenico Bagalá, amministratore delegato Mct, Pier Filippo Di Peio, amministratore Lng Medgas Terminal, Danilo Iervolino, presidente Pegaso università telematica, e Marco Simonetti, presidente Gruppo Contship Italia.
Eva Saltalamacchia





