HomeCronaca“Zecche rosse”: su Facebook l’insulto a Rocco Pugliese

“Zecche rosse”: su Facebook l’insulto a Rocco Pugliese

Pubblicato il

“Zecche rosse”. Due parole che fanno male, che hanno fatto male, pensate e scritte per offendere la memoria di un uomo, Rocco Pugliese, che del fascismo ha conosciuto purtroppo il lato più atroce, quello della repressione e della morte.

La cerimonia con cui è stato finalmente reso il giusto omaggio all’antifascista palmese – finito in carcere per non aver sostenuto il duce e la sua politica e morto a soli 27 anni – si era conclusa da poche ore, e su Facebook un utente ha postato sul proprio profilo la foto della lapide dedicata a Rocco Pugliese, aggiungendo l’ignobile commento “zecche rosse”.

A denunciare pubblicamente quanto accaduto, è stata Stefania Marino, pronipote di Rocco Pugliese, che ha “ripagato” con la stessa moneta l’utente autore del commento; Marino ha pubblicato sul proprio profilo Facebook uno screenshot con la foto e lo spiacevole commento, nascondendo in un primo momento l’identità dell’utente, successivamente svelata.

Abbiamo intervistato Stefania Marino, alla quale abbiamo chiesto cosa lei ed i suoi familiari hanno provato nel leggere quel commento rivolto ad un parente, vittima di una atroce follia.

«Abbiamo provato indignazione – ha detto Stefania Marino -Eravamo consci del fatto che questa commemorazione, ad imperitura memoria di Rocco Pugliese, avrebbe creato del malcontento in qualche cittadino. Ne avevamo avuto già sentore durante la bellissima manifestazione della scorsa estate in villa comunale, ma in merito ad altre questioni che non sto qui a ripeter. Leggere determinate feroci offese contro un uomo che ha affrontato la morte, avvenuta con modalità così infame e cruenta in giovanissima età, che ha rappresentato un esempio per coloro che hanno creduto e credono nei valori della libertà e che ha contribuito a fornire alle future generazioni una Palmi (e non solo) più libera, ci ha profondamente disgustati».

Cosa vorreste dire a chi, come questa persona che ha offeso la memoria di Rocco Pugliese, ancora oggi inneggia al fascismo?

«A questo “signore”, autore dell’ignobile post, e a quelli come lui io dico di studiare la storia di Rocco Pugliese, del quale probabilmente non sa nulla; vorrei dirgli di sforzarsi a capire il contesto in cui si è consumata la sua breve esistenza, gli ideali puri di libertà che lo animavano. A tutti coloro che inneggiano al fascismo vorrei ricordare che l’Italia ha conosciuto solo quel regime, da cui fortunatamente è stata liberata. Altri regimi totalitari, per quanto altrettanto deprecabili, sono attecchiti in altre realtà. Che studino la storia, non solo di Rocco Pugliese ma anche di altri personaggi che hanno lottato e sono morti per fare dell’Italia un Paese libero».

Perché si arriva a tanto, perché questi comportamenti inspiegabili?

«Perché la sinistra, ahimè, ha perso la propria identità. Perché chi è profondamente e sinceramente di sinistra non si riconosce più nei programmi, negli intenti, negli ideali della pseudo sinistra di oggi. Tutto ciò sfocia nei populismi, alimenta i rigurgiti del fascismo».

Insieme ai tuoi familiari, prenderete qualche provvedimento nei confronti dell’autore del post diffamatorio?

«Ci stiamo sinceramente pensando, non abbiamo ancora deciso».

Ultimi Articoli

Massiva attività di estorsione e assenza di denunce: così la ‘ndrangheta si è presa il territorio

Le parole del procuratore capo di Catanzaro Gratteri, e del Prefetto Messina descrivono una realtà drammatica che inquina fortemente l'economia

Cittanova, al Gentile in scena “Ditegli sempre di sì” di Eduardo De Filippo

In scena martedì 31 gennaio per la XIX Stagione Teatrale

Facoltà di Medicina a Reggio Calabria, riunito il tavolo istituzionale per l’avvio del percorso

Presenti i rappresentanti della Città Metropolitana, del Comune, della Camera di Commercio, dell'Ordine dei Medici e dell'Università Mediterranea.

Nei guai l’ex dirigente della Regione Pasquale Anastasi. L’accusa è di traffico illecito di influenze

Ai domiciliari anche un altro dirigente della Regione, Rodolfo Bova

Massiva attività di estorsione e assenza di denunce: così la ‘ndrangheta si è presa il territorio

Le parole del procuratore capo di Catanzaro Gratteri, e del Prefetto Messina descrivono una realtà drammatica che inquina fortemente l'economia

Nei guai l’ex dirigente della Regione Pasquale Anastasi. L’accusa è di traffico illecito di influenze

Ai domiciliari anche un altro dirigente della Regione, Rodolfo Bova