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Valerioti: mantenere le strutture sanitarie presenti sul territorio

Sulla costruzione del nuovo ospedale: "se ci saranno le possibilità di costruire un nuovo ospedale che non sia comunque un vuoto contenitore dell'esistente ma rappresenti una novità rispetto ai reparti e rispetto alle esigenze del territorio lo valuteremo"

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ospedale di Polistena
L'ospedale di Polistena

Alcuni sindaci della Piana si sono incontrati ieri a San Giorgio Morgeto per discutere della situazione della sanità sul territorio.

L’incontro è stato promosso dal sindaco Valerioti ma i primi cittadini presenti erano pochi. Nel corso della puntata di questa mattina di Inquieto dalle 10 abbiamo parlato con il sindaco di San Giorgio.

Lei aveva chiamato a raccolta i suoi colleghi per parlare di sanità, la risposta non è stata però soddisfacente. Di cosa avete parlato?
Anche io sono stato poco soddisfatto della presenza aldilà dei problemi momentanei. la riunione è stata molto proficua perchè c’erano sindaci che hanno strutture sanitarie sul territorio. Noi abbiamo affrontato la problematica della sanità a 360° ci siamo occupati del territorio della medicina di prevenzione degli ospedali e quindi siamo portatori di una proposta che andremo a discutere con l’azienda sanitaria e con la politica regionale. Questo era l’intento uscire con una proposta unitaria che desse un quadro complessivo di quelle che sono le proposte dei sindaci che sono i veri interpreti della sanità sul territorio.

Salvatore Valerioti (San Giorgio Morgeto)
Salvatore Valerioti (San Giorgio Morgeto)
Ha avuto modo di capire se le assenze dei suoi colleghi erano dovute ad altri impegni oppure se hanno scelto di non partecipare?
Molti sindaci avevano comunicato l’impossibilità, altri invece sono scettici rispetto alle possibilità di ottenere risultati perchè sono anni e anni che elaboriamo proposte e nessuno ci ascolta.

Ieri avete deciso di mobilitarvi in difesa delle già carenti strutture presenti sul territorio?
Noi abbiamo dato all’incontro un taglio operativo. Prima della manifestazione di ottobre che sarà una mobilitazione per la difesa dell’ospedale di Polistena prepareremo un documento unitario. Partiremo da un documento precedente condiviso dai sindaci della Piana nel 2015. Creeremo un gruppo di lavoro, lo emenderemo per dare alla fine un taglio unitario rispetto alla nostra proposta che sarà esposta a Polistena. Noi siamo per il mantenimento di tutte le strutture presenti sul territorio con la riconversione di quelle che non fungono al momento da ospedale come quelle di Taurianova e Cittanova che devono essere utilizzate comunque per finalità territoriali, senza intaccare, anzi rafforzando il ruolo dell’ospedale di Polistena, che dovrà fungere come vero polo di emergenza. Rimane ovviamente Gioia Tauro e cercheremo di aumentare il valore di questo ospedale. Dopo di che se ci saranno le possibilità di costruire un nuovo ospedale che non sia comunque un vuoto contenitore dell’esistente ma rappresenti una novità rispetto ai reparti e rispetto alle esigenze del territorio lo valuteremo ma al momento dobbiamo rafforzare le strutture esistenti.

Avete aperto un dialogo con l’azienda sanitaria?
Noi abbiamo canali di dialogo con la sanità provinciale e anche con interlocuzione regionale. Ma la scelta di questo incontro è stata netta. Era un incontro tra sindaci per renderlo operativo e propedeutico a una proposta seria e importante per tutto il territorio. Siamo stanchi di parlare senza avere interlocutori che ascoltino. Adesso la proposta sarà forte e saremo operativi per il raggiungimento dei nostri obbiettivi.

Il fatto che lei abbia organizzato una riunione al di fuori dell’associazione dei sindaci (Città degli ulivi). E’ un’associazione in crisi che ha esaurito la sua funzione?

Per la verità il presidente non è potuto essere presente per impegni non rinviabili. Un paio di mesi fa ci siamo incontrati come città degli ulivi per parlare solo ed esclusivamente di sanità. Sul piano pratico l’associazione soffre di mancanza di operatività. Anche su questo ci stiamo interrogando ci reincontreremo a breve perché il mandato del presidente è scaduto vanno rieletti i vertici. Il presidente uscente si sta adoperando per la convocazione di una nuova riunione. Noi riteniamo assolutamente importante per il territorio la presenza dell’associazione. Da soli non siamo in grado di fare nulla. I sindaci devono essere uniti per il loro territorio e per i cittadini che rappresentano. Dovremo assolutamente impostare un nuovo modo di vivere l’associazione. Mi auguro che questo sia possibile e farò di tutto perché questo avvenga. Senza la messa in rete di tutte le esigenze del territorio io credo che i singoli comuni perderenno molto del loro valore.

E’ possibile pensare all’associazione Città degli ulivi senza l’inclusione dei centri più grandi?
L’associazione ha un senso solo se partecipiamo tutti piccoli e grandi con il rispetto reciproco e senza diritti di primogenitura. Uno vale uno, ogni testa vale uno. Ognuno dovrà spogliarsi delle prorpie individualità e manie di grandezze. Questo è l’intento generale, poi chi ci sta ci sta. Io sono una persona che vive di democrazia, accetto il dialogo con tutti però poi alla fine ognuno fa il pane con la farina che ha. Chi ci vuole stare ci starà, chi deciderà di autoescludersi è libero di farlo. L’intento è quello di racchiudere tutti. Altri territori come per esempio quello della locride stando uniti ottengono risultati anche sul piano della sanità. Cito soltanto la presenza della politica regionale sulla locride assidua e frequente a differenza di quello che avviene sulla Piana. L’intento è di costruire tutti insieme senza esclusione alcuna. Se alcuni decideranno di tirarsi fuori saranno liberissimi di farlo. Dovranno essere loro a rendicontare ai loro cittadini.

L’ntervista radiofonica a Valerioti