ROSARNO – Ennesimo atto vandalico presso largo “Bellavista”: divelta, sradicata da terra e gettata dall’affaccio la recinzione in metallo posta a presidio dei lavori del Piano integrato di sviluppo urbano dalla ditta che si sta occupando dell’appalto riguardante il percorso che dal centro storico porta alla stazione ferroviaria medmea.
Prosegue quindi la telenovela dei raid distruttivi che, da circa due anni, interessano il centro storico cittadino ed particolar modo la villa comunale, fiore all’occhiello del percorso urbano che collega la Rosarno Medievale a quella magno greca.
Dopo le due panchine letteralmente strappate da terra nella ristrutturata piazzetta “Convento”, la cittadinanza ha dovuto fare i conti con il taglio di un albero nella medesima location; con l’incenerimento dei cestini della spazzatura, posti lungo tutto il perimetro del centro storico (prova del fatto che, forse, qualcuno preferisca vivere in una cittadina sporca e senza decoro che allontani invece di attrarre gente); con la rottura (avvenuta più volte) dei lampioni e della fontana di largo “Bellavista”; con la spaccatura continua delle giostre per bambini (unico sfogo per le famiglie che vogliono trascorrere qualche attimo di relax con la propria prole senza doversi spostare nella vicina San Ferdinando); con l’imbrattamento “bombolettaro” del monumento ai caduti (che di recente era stato completamente ripulito), dei sanpietrini e dei muri delle case del centro ; con lo sfascio di ben due finestre di una delle case adiacenti all’affaccio della villa; con lo sradicamento ed il volo dalla ringhiera della villa di alcuni alberelli piantati per rinverdire il cupo centro e dell’asta alzabandiera posta davanti al monumento ai caduti e molto altro ancora.
La cittadinanza, logorata da questa ondata infinita di danni ai benipubblici, limitata nei propri movimenti dall’assalto, da parte dei ragazzini in motorino, alle poche aree pedonali presenti in paese e con la paura di vedere i propri bambini finire sotto le ruote di qualche scooter pirata, ha da tempo iniziato a chiedersi se non sia giunto il momento di intervenire con delle sanzioni che siano da esempio per i cattivi intenzionati.
Visto, tra l’altro, che nessuna delle entrate di Rosarno (sia che si provenga dall’uscita autostradale, sia che si giunga da Gioia Tauro, sia da Vibo Valentia) è sprovvista dei famosi cartelli (che tanto ingolosiscono i media nazionali che giungono in paese esclusivamente per fatti di cronaca) che recano la scritta “città videosorvegliata” (anziché “città storica”, visto che Rosarno ne avrebbe pieno titolo) non sarebbe ora di utilizzare per una giusta causa queste “fantomatiche” videocamere di sorveglianza gestite dal consorzio “Piana Sicura”?
Altrimenti tanto vale chiudere il consorzio, ritenuto, è bene sottolinearlo, «inutile e dispendioso» dalla maggior parte dei cittadini, ed ingegnarsi per trovare un modo alternativo di rendere sicure le aree “calde” del paese. È necessario ed urgente che a Rosarno inizi a passare il seguente messaggio: “chi ama vandalizzare il pubblico demanio paghi”. Solo così la cittadina medmea potrà avere quel riscatto tanto decantato a destra e a manca.
Francesco Comandè





