
ROSARNO – Sarebbe dovuto a un cortocircuito e non a un atto intimidatorio, come si era pensato in un primo momento, l’incendio della macchina di Michele Fabrizio, assessore al Commercio del Comune di Rosarno. A rivelarlo sono stati i carabinieri della Tenenza di Rosarno, che hanno stabilito che l’incendio non è stato di natura dolosa.
L’auto, una Renault Megane, era parcheggiata nella centralissima Piazza Valarioti, poco distante dalla casa del Popolo, dove l’assessore stava partecipando a una riunione di maggioranza.
Alla vista delle fiamme, tutti hanno pensato all’ennesimo atto intimidatorio nei confronti degli amministratori. Solo più tardi la tensione è scesa, quando si è scoperto la natura della combustione.
Il clima è infatti molto teso a Rosarno,dopo che, la scorsa settimana, sono state tagliate alcune piante sui terreni di proprietà dell’assessore Teodoro De Maria e il sindaco Elisabetta Tripodi è sottoposta al servizio di protezione personale, dopo aver ricevuto, quattro mesi fa, una lettera intimidatoria, spedita dal carcere da Rocco Pesce.
Francesco Comandè





