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Rosarno: La busta della lettera era “riciclata”

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Elisabetta Tripodi

ROSARNO (4 settembre 2011) – Chiarito il mistero della busta da lettere recante il logo del comune medmeo: Rocco Pesce l’ha riciclata dopo averla ricevuta (il perchè è tutto da chiarire) dalla moglie.

Dopo aver appurato l’autenticità della firma del detenuto, gli inquirenti sono riusciti a ricostruire quest’ultimo tassello del giallo. Un impiegato dell’ufficio protocollo del Comune di Rosarno si è recato, ieri, presso la Tenenza dei Carabinieri al fine di spazzare via gli ultimi dubbi: nei mesi scorsi la consorte di Pesce, aveva fatto richiesta di alcuni attestati presso l’ufficio di competenza, ed il dipendente, come da prassi, aveva consegnato tutta la documentazione richiesta, chiusa in una busta intestata all’ente, sulla quale aveva posto la scritta “Ciurleo” (cognome da nubile della signora Pesce).

I carabinieri hanno trovato riscontri positivi alle dichiarazioni dell’uomo, riuscendo a far luce sull’inquietante mistero agostano.

La Giunta Provinciale di Reggio Calabria

Nella giornata di venerdì, il primo cittadino rosarnese, ha ricevuto vari attestati di solidarietà da parte dei vertici nazionali e locali delle associazioni “antiracket” ed antiusura che hanno sottolineato quanto «sia giusta la decisione di assegnare un servizio di scorta alla Tripodi, in  modo da confermare l’attenzione delle istituzioni nei riguardi di un territorio difficile».

Solidarietà e vicinanza sono arrivate anche da parte di una delegazione di amministratori della provincia di Reggio Calabria, in visita presso l’ente comunale: il vicepresidente del consiglio Giuseppe Saletta, gli assessori Gaetano Rao e Giovanni Calabrese, i consiglieri Giovanni Arruzzolo e Raffaele D’Agostino.

Martedì 6 settembre vi sarà, inoltre, un assise consiliare alla Provincia, tema della seduta: “la recrudescenza dell’azione criminale sul territorio, che scaturisce in intimidazioniai danni degli amministratoti locali.

Francesco Comandè