
ROSARNO – Il Ros e il Comando provinciale dei Carabinieri hanno eseguito questa mattina, un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, nei confronti di sette persone considerate appartenenti alla cosca Pesce, accusate a vario titolo di trasferimento fraudolento e possesso ingiustificato di valori con l’aggravante mafiosa.
Le ordinanze sono state emesse dal Gip del Tribunale di Reggio Calabria su richiesta della Direzione distrettuala antimafia.
Gli arresti di oggi sono conseguenti all‘operazione Califfo, effettuata circa due mesi fa.
Nel corso delle indagini, grazie all’analisi incrociata di intercettazioni telefoniche e documenti contabili sequestrati con specifiche perquisizioni, i carabinieri hanno accertato l’intestazione fittizia di due imprese, grazie alle quali si tentava di eludere le misure di prevenzione patrimoniale.
Secondo il sito corriere.it, tra i sette arrestati ci sarebbero tre donne, Maria Rosa Angilletta, 29 anni, Maria Carmela D’Agostino, 32 anni e Maria Grazia Spataro, 25 anni. Secondo gli inquirenti risulterebbero intestatarie o socie di imprese e attività commerciali nonostate l’esiguità dei redditi dichiarati al fisco.
I particolari dell’operazione, in cui sono stati sequestrati beni per un valore di ciraca un milione e 500 mila euro, saranno diffusi nel corso di una conferenza stampa a cui parteciperò il Procuratore della Repubblica di Reggio Calabria f.f. Ottavio Sferlazza.
Lucio Rodinò




