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Rosarno, Consulta Giovanile: Dimissioni di Papaianni e di altri 30 membri

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Pasquale Papaianni

ROSARNO – Un terremoto interno scuote dalle fondamenta la Consulta Giovanile Comunale di Rosarno. Ad 11 mesi esatti dall’insediamento dell’amministrazione targata Tripodi, arrivano le dimissioni di Pasquale Papaianni, presidente del consiglio dell’organo consultivo che ha il compito di proporsi (promuovendo dibattiti ed incontri), come punto di riferimento e di informazione per i giovani interessati a problemi di vario genere : scuola, università, mondo del lavoro, tempo libero.

«Le ragioni delle dimissioni – ha spiegato il ragazzo – scaturiscono da alcune accuse mossemi nella riunione, convocata dall’assessore alle Politiche Giovanili, del 28 Ottobre 2011». In quell’occasione venivano infatti sollevate perplessità riguardo alla partecipazione, dello stesso Papaianni, ad un organo di direttivo politico, partecipazione che, a detta di Bonelli, presidente legale della Consulta «avrebbe potuto influenzare e condizionare l’associazione stessa ed i suoi iscritti».

Francesco Bonelli

Papaianni aveva, in  quell’occasione, prontamente provveduto a fornire una dettagliata documentazione che ne attestava «l’auto sospensione dell’incarico politico» ed in data 11 Novembre, lo stesso, si apprestava ad indire una riunione, «invitando anche i genitori degli iscritti, considerato che la maggior dei componenti della Consulta risultano essere minorenni». Ma in quell’occasione l’assessore «non si presentò, né inviò alcuna comunicazione che ne giustificasse l’ assenza».

Papaianni abbandona l’incarico con la convinzione «di aver dato un contributo fattivo e positivo alla cittadina medmea, arricchendo, grazie soprattutto ad un nutrito gruppo di ragazzi, sempre in prima linea in questi due anni, il proprio bagaglio socio-culturale».

Alle dimissioni del presidente sono seguite quelle di ben 30 membri dell’Assemblea e del Consiglio: «quello della Consulta – si legge in una nota stampa diffusa dai ragazzi –  è un progetto sul quale abbiamo scommesso e per il quale abbiamo fatto sacrifici e rinunce.  Essendo dell’idea che ognuno debba essere libero di esprimere il proprio pensiero, e non sentendoci influenzati da nessuno, ma semplicemente abbandonati da un assessore che sta dimostrando di non essere dalla nostra parte, abbiamo deciso di essere solidali nei confronti di Papaianni, decidendo di rassegnare le nostre dimissioni».

Francesco Comandè

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