REGGIO – L’ex parroco di Messignadi don Antonello Tropea sarà processato con il rito abbreviato. Dopo l’incidente probatorio delle presunte vittime del sacerdote di 44 anni, davanti al gip Antonio Scortecci, i legali Andrea e Giuseppe Alvaro hanno chiesto il rito abbreviato.
Il procedimento in cui il sacerdote deve rispondere del reato di prostituzione minorile, inizierà il 18 aprile davanti al giudice dell’udienza preliminare Filippo Aragona.
La Procura ha concluso le indagini anche per gli altri reati contestati al sacerdote (sostituzione di persona, detenzione di materiale pedopornografico e adescamento di minorenni) ed è probabile che tutti i capi di accusa vengano riuniti in un solo procedimento.
Pochi giorni dopo l’arresto, avvenuto il 18 dicembre 2015, don Antonello Tropea è stato sottoposto agli arresti domiciliari in una località lontana dalla Calabria.
L’attività di indagine condotta dalla Squadra Mobile di Reggio Calabria, guidata dal dirigente Francesco Rattà e coordinata dalla locale Procura della Repubblica, è iniziata nel marzo del 2015, quando il sacerdote è stato fermato a bordo di un’auto con un ragazzino, in un luogo poco frequentato e nascosto. Insospettiti da quella scena, gli agenti di polizia sono risaliti al ragazzo che era in macchina con il sacerdote, e lo hanno interrogato. Il ragazzo, un 17enne, ha riconosciuto in fotografia il sacerdote, ed ha raccontato di averlo conosciuto in una chat per omosessuali; il sacerdote si è presentato al minorenne con altro nome, non riferendo naturalmente di essere un prete.





