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Rifiuti a Palmi, le osservazioni di Un’altra storia

La nota diffusa da Antonio Barilari e Mimma Di Certo

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Antonio Barilari

Riceviamo e pubblichiamo:

Parafrasando una magnifica pellicola, la vicenda che ormai da due mesi tiene banco in città e giorno dopo giorno si tinge sempre di più di tinte misteriose e curiose, potrebbe intitolarsi “Il curioso caso del servizio di raccolta rifiuti a Palmi”.
Infatti, dopo anni di comportamenti retti dei cittadini palmesi, i quali hanno sempre operato una corretta ed ottima differenziazione dei rifiuti, tanto da far premiare Palmi come città calabrese tra le più “civili” e virtuose nell’ambito della raccolta differenziata, oggi scopriamo che la realtà è ben diversa, anzi una totale involuzione della società palmese che di colpo ha abbracciato pratiche barbare di lancio al sacchetto e di disprezzo del programma di raccolta dei rifiuti.

Tutto ciò appare alquanto strano e privo di fondamento!

Prima di scaricare responsabilità sui cittadini, descrivendoli come Unni ed incivili (forse l’assessore essendo reggina non ha cognizione del passato dei palmesi), occorrerebbe ricercare le vere cause della grave crisi nel comportamento inadempiente della società LocrideAmbiente, chiedendo conto a quest’ultima e rescindendo ogni rapporto.

Qualche giorno fa, la dott.ssa Di Certo (capogruppo di “Un’Altra Storia”) ha depositato una mozione per dare mandato alla PPM di verificare i costi e la fattibilità di una futura municipalizzazione del servizio di raccolta e smaltimento rifiuti a Palmi, creando così una vera e propria industria palmese con grandi benefici per la città e per i palmesi, e proprio dallo studio necessario per avanzare questa proposta e dall’attenta lettura del capitolato d’appalto sono emerse una serie di circostanze che potrebbero definirsi, usando un eufemismo, a dir poco curiose e lesive degli interessi del comune.

La prima circostanza singolare è individuabile nella tanto sbandierata emergenza rifiuti, abbiamo vissuto settimane d’ansia perché si era diffusa la voce di una presunta crisi dovuta alla cattiva gestione precedente ed alla mancata predisposizione di un periodo transitorio tra le ditte AVR e LocrideAmbiente.

Dalla lettura dei bandi e delle aggiudicazioni, invece, emerge tutto il contrario, infatti l’attuale ditta LocrideAmbiente SpA si è aggiudicata la gara attraverso un regolare bando con previsione di subentro nel servizio a far data dalla scadenza della precedente gestione di AVR, quindi con inizio già previsto per il 1° luglio, cosa conosciuta sin dal momento dell’aggiudicazione del bando stesso e per questo non si capisce perché alla data prevista si sia scatenata la presunta emergenza e perché nel paese sembrava che dal 1° luglio nessuno sapesse nulla di raccolta rifiuti.

A quanto pare, il ritardo è stato dovuto alla dichiarata mancanza di manodopera da parte della società LocrideAmbiente, la quale in data 29 giugno ha avuto l’incontro per assorbire i dipendenti ex Ra.Di. innanzi all’Ispettorato del Lavoro di Reggio Calabria, alla presenza dei sindacati e del rappresentante del comune di Palmi.

Questo particolare infittisce il mistero dell’emergenza. Infatti, se una ditta si aggiudica una gara con inizio attività 1° luglio, perché aspetta gli ultimi due giorni per reperire il personale?
Ma questo è solo l’inizio del mistero, anche perché a distanza di più di un mese l’emergenza ancora non è superata e di certo sembra ridicolo, come già detto, attribuirne la responsabilità a qualche cittadino poco rispettoso del vivere civile che non ottempera al calendario previsto per la raccolta, anche perché questi esempi di inciviltà vi erano anche sotto la gestione Ra.Di. ed AVR, ma la città risultava comunque pulita e decorosa.

Ma tornando al capitolato, che a differenza di quanto affermato dal Sindaco Ranuccio nella propria nota, ben definisce tanto gli obblighi della società LocrideAmbiente quanto le penali previste in caso di inadempienza.
Proprio le penali potrebbero diventare il tesoretto utile al comune per investire sulla PPM e permettere alla società municipalizzata di acquistare i mezzi necessari per sperimentare il servizio ed assorbire il personale ex Ra.Di.

Da quando il servizio è stato affidato alla società LocrideAmbiente (fine giugno 2017) la società ha ignorato una serie di obblighi previsti dal contratto e che qualcuno dovrà pagare; nello specifico:

Nel mese di luglio la società, creando la presunta emergenza, ha fatto saltare la normale e regolare raccolta dei rifiuti in maniera differenziata, quindi conferendo solo rifiuto indifferenziato all’inceneritore di Gioia Tauro e fino al 20 luglio al sito di Sanbatello, determinando così un aumento dei costi per lo smaltimento del rifiuto indifferenziato con il conseguente mancato introito per il Comune della quota prevista dai consorzi di filiera CONAI per l’acquisto del rifiuto differenziato (previsto dall’art. 16 del capitolato). Inoltre, secondo l’art. 18 del capitolato, questa mancata differenziazione comporta anche la penale di euro 2000 al mese perché fa abbassare anche la media minima di differenziazione fissata al 35%;
Nel mese di luglio la società LocrideAmbiente ha omesso di consegnare le buste per la raccolta della frazione organica e dei mastelli per la differenziata previste dal capitolato.
Sul punto il capitolato all’art. 18 prevede una penale di € 10,00 al mese per ogni utenza a cui non vengono consegnati i sacchetti dell’umido e calcolando che a Palmi ci sono circa 10.000 utenze, solo per il mese di luglio la società dovrà corrispondere al comune di Palmi una penale di circa 100.000 €;

Nel capitolato all’art. 4, punto C, è prevista l’apertura e gestione di due centri raccolta e conferimento, individuati nella struttura ex AMA e nella ex Scuola Elementare di Tonnara, cosa non avvenuta e che in un periodo di carico di turisti, la città è privata di punti di conferimento estremamente utili per evitare lo scempio della spazzatura abbandonata in ogni luogo;

Mancato posizionamento di 6 microisole ecologiche, previste dal capitolato, utili sempre per concentrare i rifiuti in posti ben precisi e renderli facilmente individuabili e reperibili;
Contrariamente a quanto sostenuto dal sig. Sindaco, il capitolato dettaglia in maniera precisa il servizio di spazzamento e pulizia delle strade pubbliche, tanto che gli uffici comunali in maniera solerte e puntuale hanno contestato l’inadempienza alla società, la quale non rispetta la frequenza prevista dal capitolato per lo spazzamento (ART. 4, punto D capitolato);
Il totale abbandono del cimitero, che solo dopo molte settimane ha visto raccogliere una montagna di sacchi. Infatti all’art. 4, punto A, nr. 11, è prevista la raccolta dei rifiuti cimiteriali e la consegna delle scatole per l’estumulazione, cosa che non è avvenuta, o comunque non nel mese di luglio;
Mancata raccolta dei rifiuti per le attività commerciali, così come prevista dal capitolato e ben dettagliata all’art. 4, lettera A, (anche in questo caso il capitolato è ben preciso), con la cadenza di tre volte settimanali per ogni tipo di rifiuto;
La mancata pulizia delle spiagge e del Sant’Elia, prevista dal capitolato quotidianamente, ma effettuata solo parzialmente e saltuariamente, anzi nel tratto di spiaggia che va da Scinà (Quiete) al metanodotto, la pulizia non è mai stata effettuata;
Mancata raccolta rifiuti ingombranti domiciliari e di tutto il materiale proveniente dalla potatura di alberi e siepi (art. 4, nr. 10);
Mancata consegna nel mese di luglio in maniera totale e ad agosto in maniera parziale dei cestini getta rifiuti nelle località turistiche.
Fin qui le inadempienze di luglio e parte anche di agosto.
Però queste inadempienze devono essere collegate all’art. 18 del capitolato d’appalto, il quale prevede, come detto, le penalità, individuando oltre a quelle specifiche già dette (mancata consegna sacchetti umido 10€ utenza, mancata differenziazione 2000,00 € al mese) prevede anche una clausola generale di penalità, ovvero 1000,00 € al mese per ogni inadempienza oltre al 250,00 € al dì per ogni giorno di ritardo.
Alla luce di ciò e facendo quattro conti in maniera estremamente semplice emerge che le penalità accumulate da LocrideAmbiente (e contestate anche dagli uffici alla stessa società con estrema puntualità, uffici a cui va il plauso per l’opera compiuta) raggiungono solo per il mese di luglio la somma di circa 130.000,00 € ed anche più.
Ma allora se il capitolato è ben dettagliato, tanto che gli uffici comunali hanno proceduto alle dovute contestazioni, se la città ha sempre risposto con estrema civiltà alla raccolta differenziata tanto da essere premiata in passato, se gli esempi di inciviltà c’erano anche sotto la gestione Ra.Di. e AVR ma la città era comunque decorosa e pulita, se vi è la prova delle inadempienze della società appaltatrice e questa ha causato grandi danni alla città, perché oggi si parla di crisi dovuta ai cittadini ed insuperabile?
La domanda, di contro, dovrà essere quale sarà l’entità del bonifico che LocrideAmbiente dovrà effettuare al comune di Palmi? Quando si inizierà la sperimentazione con la PPM? Quando verrà concluso il rapporto con LocrideAmbiente e verranno poste in essere le procedure per i risarcimenti dei danni?
L’associazione “Un’Altra Storia”, insieme con il proprio capogruppo in seno al consiglio comunale Dott.ssa Mimma Di Certo, continuerà a vigilare ed a battersi affinchè emerga la verità ed emergano le responsabilità di chi ha sbagliato e causato danni, credendo fermamente nella proposta presentata di municipalizzazione del servizio affidandolo alla società PPM.
A questo punto si aspetta di conoscere quali saranno le determinazioni della maggioranza e se credono che quanto appena rappresentato non corrisponda al vero, ma per smentire occorrerà dimostrarlo con i fatti e con i documenti.

Antonio Barilari
Domenica Di Certo