Riccardi: «A Rosarno per conoscere meglio questa realtà»

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ROSARNO – Ha risposto all’appello lanciato dal sindaco di Rosarno Elisabetta Tripodi, il ministro per la Cooperazione internazionale e l’Integrazione, Andrea Riccardi, riguardo la disperata situazione dei migranti.

Il ministro ha infatti fatto visita questa mattina alla città di Rosarno, per toccare con mano i gravi disagi in cui oltre mille africani sono costretti a vivere.

Un problema di cui si è poi largamente discusso nel corso di una conferenza stampa a Palazzo “S. Giovanni”, con tanto di testimonianza dei diretti interessati, alla presenza tra gli altri anche del prefetto di Reggio Calabria Luigi Varratta e del prefetto Mario Morcone.

“Questo incontro vuole essere testimonianza di tutte quelle associazioni che operano sul territorio per aiutare i migranti. – ha esordito il sindaco Tripodi – Apprezzo l’interesse e la sensibilità dimostrata dal ministro di fronte alle esigenze da noi avanzate, e sebbene si tratti di un problema di livello nazionale, – ha concluso – questa è la voce del nostro territorio”.

Non poteva certamente mancare all’appello Norina Ventre, meglio conosciuta come  “Mamma Africa”, che da sempre si occupa della questione, e che ha colto l’occasione per esprimere un desiderio. “Prima di morire vorrei che venisse realizzato un centro accoglienza, – ha detto – solo questo chiedo. Risolverebbe gran parte del problema ed inutili sprechi”.

E dopo la testimonianza commossa di Cristiana, una donna ghanese residente a Rosarno da diversi anni, sono poi intervenuti i rappresentanti delle varie associazioni: Omnia, Africalabria e Nuovamente.

Tutti hanno sottolineato in linea di massima le stesse problematiche, riassunte poi da Mamadu, un giovane senegalese. “Siamo venuti qui per lavorare, – ha detto – ma ci sono molte difficoltà. Prima di tutto la casa. Viviamo in dieci in una stanza e non abbiamo acqua buona per lavarci. Poi c’è il problema del lavoro. Ci pagano 25 euro al giorno e con questi dobbiamo pagarci tutto, sempre ammesso che ci paghino, perché non è scritto da nessuna parte. E infine abbiamo il problema dei documenti che senza lavoro non si possono avere”.

Una situazione chiaramente difficile insomma, per la quale dopo gli interventi di Aurelio Timpani, responsabile immigrazione Fli, e Renato Fida della Cgil, si attendevano con ansia le parole del ministro Riccardi.

“Io sono membro di un Governo tecnico, – ha esordito dopo i vari ringraziamenti all’amministrazione (guarda il video dell’intervento) – il che vuol dire affrontare l’emergenza della situazione economica del nostro Paese. Ma Governo tecnico vuol dire anche avere un approccio con la realtà. In questo senso sono voluto venire qui. Rosarno non è una città razzista, – ha aggiunto – ma vive varie e profonde difficoltà e tensioni. Sono qui per acquisire elementi tecnici dal contatto con voi. Rosarno non è sola e non lo sarà”.

Un’attesa un pò deludente insomma, è il caso di dirlo. Certamente lodevole l’impegno del ministro venuto direttamente sul campo per analizzare la situazione, ma ci si sarebbe aspettati forse oltre alle parole e alle abituali passerelle, un segnale che facesse respirare non solo speranza ma anche concretezza.

Quella che fino ad oggi non si è vista e per la quale ci si batte ormai da anni.

EvaSaltalamacchia