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Porto, il grido di Cuzzocrea: la Calabria non è solo malaffare

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Andrea Cuzzocrea
Andrea Cuzzocrea

GIOIA TAURO – «Abbiamo seguito con grande attenzione il servizio di ieri sera della trasmissione ‘Le Iene’ dedicato al porto di Gioia Tauro e, in particolare, alle recenti operazioni di contrasto al traffico di sostanze stupefacenti. Esprimiamo convinto apprezzamento per la meritoria attività condotta da magistratura e forze dell’ordine sotto il coordinamento del procuratore di Reggio Calabria, Federico Cafiero de Raho e, al tempo stesso, per le coraggiose inchieste giornalistiche in grado fare luce sugli aspetti più controversi. Tuttavia è anche necessario evitare di fare di tutta l’erba un fascio».

È quanto afferma il presidente di Confindustria Reggio Calabria, Andrea Cuzzocrea, in relazione a quanto mostrato dal noto programma televisivo di Italia 1.

«Quando parliamo del porto di Gioia Tauro – prosegue Cuzzocrea – facciamo riferimento all’insediamento produttivo più importante della Calabria. In esso opera un’azienda d’eccellenza come Medcenter che, ad oggi, è la più rilevante realtà imprenditoriale della provincia alla cui attività, anche attraverso l’indotto, si lega il destino di oltre mille famiglie. Siamo perfettamente coscienti dei tanti problemi e delle gravi criticità legate all’infiltrazione della criminalità organizzata. Non possiamo tollerare – aggiunge il presidente degli Industriali reggini – casi come quello dell’imprenditore Nino De Masi a cui rinnoviamo i più profondi sentimenti di solidarietà e vicinanza per le continue intimidazioni che, ancora oggi, è costretto a subire. Siamo fermamente convinti, tuttavia, che la pur indispensabile azione repressiva non basti.

Conosciamo un unico e vero antidoto, utile a liberare la nostra terra dalla presenza oppressiva della ‘ndrangheta e si chiama lavoro. Solo creando condizioni favorevoli allo sviluppo di nuove politiche occupazionali, è possibile ripristinare un quadro di normalità in grado di liberare le tante energie positive che gravitano intorno a porto di Gioia Tauro e che oggi vengono spesso offuscate o, peggio, accomunate, con fenomeni malavitosi con cui non hanno nulla a che vedere. Con troppa frequenza, da parte dei mass media, la Calabria viene superficialmente identificata con quanto c’è di negativo. Ciò accade nei programmi di approfondimento ma anche nelle fiction. Mi sarebbe piaciuto – conclude Cuzzocrea – che lo stesso spazio fosse stato riservato all’eccellenza produttiva  del porto dove operano professionalità di alto profilo che rendono Gioia Tauro il più efficiente scalo container del Mediterraneo».

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