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Polistena, un successo il progetto “Sustainable Week”

Il corso, finanziato dalla Commissione Europea e rivolto a giovani europei, ha trattato in loco il tema dello sviluppo sostenibile sotto il profilo economico, sociale ed ambientale

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Il gruppo dei giovani partecipanti con tutor e coordinatori

Il progetto “Sustainable Week” finanziato dalla Commissione Europea attraverso l’Agenzia nazionale giovani, e svolto di recente a Polistena, ha permesso a giovani studenti provenienti da Turchia, Romania, Portogallo, Slovenia ed Italia di trattare più da vicino il tema dello sviluppo sostenibile articolandolo su tre livelli: economico, sociale ed ambientale. “Una forma di capitalismo più attenta alle persone, al pianeta e soprattutto con un’economia più rivolta verso il sociale” ha spiegato il coordinatore del progetto, Pasquale Siciliano, presidente di Pro-Re-Active, che con il suo team – composto da Giuseppe Bottiglieri, Giancarlo Catanea, Giuseppe Sorace, Gennaro Ponte, Rosa Gullace, Moni Barreca, Giovanni Franco e Matilde Orlando – si sono occupati di sviluppare la tematica. “Per la prima volta nella storia di questa città ragazzi provenienti da diverse parti d’Europa si sono incontrati, accomunati tutti dalla stessa voglia, ovvero quella del cambiamento del nostro attuale sistema economico, per una transizione economica che sia verde ed attenta ai diritti umani e che è appunto ciò che rappresenta il concetto di sviluppo sostenibile” ha proseguito  Siciliano chiarendo poi che “il problema principale del capitalismo è quello di creare troppe disuguaglianze sociali, oltre allo sfruttamento sul lavoro e di non rispettare l’ambiente ed è proprio qui che interviene il nuovo concetto di sviluppo sostenibile: favorire la creazione di un capitalismo più attento ai bisogni dei più vulnerabili, attraverso la promozione dei diritti umani, il rispetto dei lavoratori ed allo stesso tempo dell’ambiente”. Al progetto ha preso parte Shahrzard S., una giovane ragazza di origini iraniane, la quale ha posto l’attenzione su quanto sia importante parlare di diritti umani, visto quello che succede nel suo paese, dove ancora oggi le donne non sono libere di vestirsi e vivere come vogliono, poiché assoggettate alle assai discutibili norme del patriarcato religioso. Durante il corso, i giovani partecipanti hanno potuto visitare alcune realtà imprenditoriali locali molto attente alla valorizzazione delle risorse naturali per la produzione di alimenti e trattato i concetti-chiave dell’agenda ONU 2030 e del Green Deal Europeo per meglio comprendere quali siano le azioni ed i meccanismi attivati dai vari governi per assecondare uno sviluppo realmente sostenibile non solo in campo economico ma anche ambientale.