Non intendono arretrare di un centimetro i componenti del Comitato spontaneo a tutela della salute dei cittadini della Piana che hanno voluto rispondere in dettaglio, attraverso una conferenza stampa molto partecipata presso la loro sede, alla direzione dell’ASP di Reggio Calabria in relazione ad una denuncia depositata all’indirizzo del Comitato e della portavoce Marisa Valensise che, grazie ai sit-in dei mesi scorsi e col supporto di cittadini, associazioni, altri Comitati, chiesa e numerosi sindaci del comprensorio, avevano raccolto le firme di circa 2400 cittadini per evidenziare, in maniera ancora più incisiva – anche attraverso la prima diffida depositata presso il Tribunale di Palmi, «perché abbiamo provato ad avere una interlocuzione con Di Furia ma non ci siamo riusciti ed allora abbiamo cercato aiuto nelle istituzioni facendo un passo avanti che lei non ha preso bene» ha sottolineato Valensise ricordando, peraltro, di aver nuovamente trasmesso al Procuratore una risposta alla diffida ricevuta accompagnata dalla firma di una ventina di cittadini – le numerose carenze sanitarie del territorio con particolare riferimento all’ospedale di Polistena strenuamente difeso quale presidio essenziale per l’intero bacino della Piana ed anche oltre.
Il Comitato ha espresso sconcerto e indignazione per questo atto, considerato alla stregua di un attacco ingiustificato contro cittadini che esercitano il diritto di chiedere una sanità migliore. «Quanto successo segna un precedente che resterà nella storia: non si è mai visto né sentito che un Comitato legittimamente costituito venga messo alla berlina soltanto per aver evidenziato dei disservizi» è stata la riflessione, a caldo, di Valensise, spiegando la necessità dell’incontro «per affrontare un fatto grave, che non può e non deve passare sotto silenzio».
I rappresentanti del Comitato, tra cui il presidente e il vicepresidente Francesco Trimarchi, nei loro interventi hanno invece ribadito di aver solo raccontato fatti reali, come i lunghi tempi di attesa nei pronto soccorso, la carenza di personale, e le condizioni precarie dell’ospedale di Polistena.
Pur criticando la gestione dell’ASP, «quest’ASP sorda!», il Comitato ha comunque ringraziato i medici e il personale sanitario per l’impegno quotidiano chiedendo una ristrutturazione seria dell’ospedale e non interventi superficiali – «non interventi tampone, non manutenzioni ordinarie fatte passare per straordinarie, perché il diritto alla salute viene prima di ogni azienda e prima di ogni conto economico» è stato scritto – denunciando quindi la mancanza di dialogo e ascolto da parte delle istituzioni preposte ricordando finanche che «da quattro anni una delle porte d’accesso all’ospedale è aperta perché manca».
«La dottoressa Di Furia ci ha informati che tutto quello che ora manca presso l’ospedale di Polistena sarà demandato al costruendo ospedale di Palmi che stiamo aspettando da 17 anni!» è stato l’affondo di Valensise che, oltre a rimarcare la vicinanza e il rispetto per il costruendo ospedale che servirà, come complemento di Polistena, a tutto il bacino, ha ricordato, ad oggi, la mancata realizzazione delle case ed ospedali di comunità, progetti, peraltro, in via di scadenza.
Nel corso dell’incontro si è registrato anche l’intervento del sindaco della città, Michele Tripodi, alla presenza, tra gli altri, del dottore Riccardo Mazzitelli, celebre chirurgo già in servizio presso il Santa Maria degli Ungheresi, del sindacalista Giuseppe Marra e di una rappresentanza dei Comitati per la salute di Locri e Gioia Tauro.
Tripodi, oltre ad esprimere solidarietà al Comitato per questi anni di battaglie a favore della sanità ha ricordato che la petizione firmata da amministratori e cittadini tratta «di questioni che viviamo ogni giorno. Vorrei ricordare a Occhiuto e Di Furia che noi facciamo una battaglia per difendere l’ospedale di Polistena non per screditarlo. Noi siamo alleati della parte pubblica, non avversari e siamo tutti dalla stessa parte perché vogliamo che Polistena rimanga aperto» ha detto con forza il sindaco di Polistena preoccupato del passaggio contenuto nella relazione di Di Furia, dove, oltre tutto, viene riportato che “È appena il caso di ricordare che è in fieri la costruzione del nuovo ospedale a Palmi ove confluiranno tutte le attività” che ha destato forte allarme, ombreggiando un pericolo chiusura del Santa Maria degli Ungheresi cosa che ha fatto attivare l’Amministrazione comunale polistenese a indire per il prossimo 31 marzo alle ore 11 un’assemblea popolare presso il palazzo municipale per discutere di sanità e ospedale di Polistena.
Il Comitato ha confermato, nel suo discorso, che la salute è un diritto, non una concessione, e che tentare di zittire il dissenso con denunce che paventano i reati di diffamazione e procurato allarme è un grave precedente in una democrazia annunciando che continuerà a battersi per i cittadini, a segnalare i disservizi e a chiedere verifiche da parte della Procura e della Corte dei Conti.
«In questi anni ci è stato chiesto di avere pazienza. Ci è stato detto che le cose sarebbero migliorate, che ciò che oggi manca domani sarebbe arrivato. Ma dopo anni di attesa, possiamo ancora accontentarci di promesse? Possiamo dire a chi ha bisogno di curarsi oggi di aspettare ancora? Noi crediamo di no» hanno ribadito, con forza, Valensise e Trimarchi.
«Non abbiamo mai rivolto attacchi personali alla dottoressa Di Furia o alla dottoressa Berardi, che conoscono bene il Comitato, presente anche tre anni fa al Consiglio comunale di Polistena. Abbiamo sempre parlato delle loro azioni come professioniste e dirigenti di un’ASP che, pur mostrando segnali di ripresa, fatica ancora a garantire i servizi indispensabili, costringendo i cittadini ai cosiddetti “viaggi della speranza”» è stata la chiosa della nota di risposta dei componenti il Comitato che, in conclusione, hanno respinto ogni accusa riaffermando la legittimità della protesta richiedendo un intervento concreto per migliorare la sanità calabrese.





