Un momento del dibattito conclusivo della Festa di Civicamente

Un intervento iniziato con toni morbidi che ha preso, man mano, la strada del comizio politico letto, appassionatamente, di fronte alla platea ritrovatasi nella lingua di centro storico di corso Mazzini, sede di Civicamente, per concludere la tre giorni di festa, dibattiti e screening sanitari che l’associazione ha organizzato per rendicontare le attività realizzate in favore della città.

Così Cesare Laruffa, componente il direttivo e figura in discussione per la sua probabile discesa in campo nell’agone politico della città, ha voluto definire i termini e i contorni di quello che, a molti, è parso il manifesto programmatico di un futuro impegno politico diretto che potrebbe segnare il definitivo passaggio dal civismo, tanto caro a molti simpatizzanti dell’associazione, al governismo, oltrepassando quella sottile linea di confine che separa il suggeritore di problematiche dall’attivista chiamato a risolverle e condensata nel passaggio relativo al «modo diverso di intendere la comunità».

Cesare Laruffa

Con il motto kennediano: “Non chiedete cosa può fare il vostro paese per voi, chiedete cosa potete fare voi per il vostro paese” plasmato sulla realtà polistenese e più volte citato nel suo discorso, Cesare Laruffa, assumendo la postura del tribuno politico, ha illustrato l’impegno dell’associazione in diverse direttrici (sanitarie, sociali e ambientali) per provare «a fare la nostra parte e continueremo a farla perché per noi la solidarietà non è una passerella».

Entrando nel vivo, Laruffa ha, quindi, risposto alle frecciate del sindaco Michele Tripodi sul tema della beneficenza «che non dovrebbe essere mai trasformata in strumento di polemica», chiarendo di aver lavorato per trasformare, senza secondi fini, gli sforzi compiuti «in una possibilità concreta per gli altri». A suo avviso e diversamente dalla solidarietà della sfera privata «che appartiene alla nostra coscienza», la beneficenza prodotta da un’associazione deve avere ampia risonanza per creare spirito emulativo e un effetto moltiplicativo perché «la vera vergogna è ricordarsi delle persone solo per chiedere loro qualcosa».

Quindi, ha toccato il tema della sanità e della difesa dell’ospedale «che appartiene a tutti» perché «la salute è un diritto», della disabilità inclusiva, della tutela di anziani e bambini, del sostegno alle famiglie e delle opportunità per i giovani perché «una comunità si misura per quanto riesce a fare per chi rischia di rimanere indietro» respingendo, ancora, la provocazione del sindaco secondo cui le decorazioni rossoverdi avrebbero deturpato il viale, parole che rappresentano invece, secondo Laruffa, un’offesa al comitato disabilità di Civicamente che ha lavorato, con impegno e sacrificio, per realizzarli ed all’intera comunità perché si tratta dei colori dell’ «appartenenza e dell’orgoglio collettivo» invitando a separare le critiche legittime dal disprezzo.

Poi la chiosa che apre ad ogni futura possibilità: «Credo che sia arrivato il momento di assumersi, ognuno per la propria parte, delle responsabilità» ha confermato, puntando sulla visione del noi per «metterci ancora di più la faccia, tempo ed energie» ricordando di essere partiti «dalle persone e dalla solidarietà, dagli ultimi». «È cominciato un percorso per cambiare ciò che non va, per amore della nostra città» ha ribadito, rilanciando sul tema della libertà «che non è uno slogan», ricusando paure, pressioni, prevaricazioni e prepotenze «per scegliere da che parte stare senza sentirsi giudicati» perché «nessuno può sentirsi padrone della libertà degli altri».

Dialogo, rispetto e confronto di idee rappresentano ha chiarito, infine, Laruffa – che ha confermato l’intenzione di andare avanti – la base di partenza per la costruzione di una comunità inclusiva e virtuosa nella quale «ciò che unisce è più forte di ciò che divide» accantonando rassegnazione e paure perché, ha concluso ecumenicamente, «non abbiamo bisogno di nemici ma di dialogo».

Il discorso di Laruffa è stato anticipato dai contributi ideologici sui temi di rete, formazione e sviluppo dagli interventi dei soci di Civicamente Antonio Roselli, Salvatore Canzio, Renato Varamo, Dino Borgese, del docente Fabio Auddino e dell’imprenditore Agostino Sirianni.