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“Pensierino”, il gup di Reggio Calabria emette la sentenza

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Con provvedimento emesso il 16 marzo 2022, il GUP di Reggio Calabria Francesco Campagna ha definito il troncone in abbreviato del processo scaturente dall’operazione “Pensierino”, che aveva portato poco meno di un anno fa all’arresto di tre persone ritenute affiliate alle cosche Libri e Morabito, per due tentate estorsioni nella zona di Mosorrofa e Terreti.

A finire sotto processo erano state anche le vittime dell’estorsione, ossia i titolari della ditta interessata, Francesco Benedetto e Caterina Tripodo.

Quest’ultima – difesa dall’avvocato Luca Cianferoni del Foro di Roma – era accusata di favoreggiamento personale aggravato dall’art. 416bis 1 c.p. (già art. 7), dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture per operazioni inesistenti, nonché per aver richiesto ad un finanziere di verificare i precedenti penali di un altro individuo accedendo allo SDI.

Pertanto, la pubblica accusa aveva richiesto la condanna della stessa ad anni 8 di reclusione.

Il Tribunale di Reggio Calabria, pur ritenendo provate talune delle condotte contestate, ha escluso l’aggravante mafiosa ed assolto l’imprenditrice dai reati relativi alle fatture per operazioni inesistenti.

SINTESI DEL DISPOSITIVO

ARTUSO Riccardo anni 8 di reclusione, € 5.333,00 di multa

SCORDO Bruno anni 6 mesi 8 di reclusione, € 5.333,00 di multa

BENEDETTO Francesco anni 3 mesi 4 di reclusione

TRIPODO Caterina anni 2 mesi 8 di reclusione