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Palmi verso le Amministrative: un quadro politico in definizione

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Le prossime elezioni amministrative a Palmi si avvicinano con un quadro politico in continua evoluzione, segnato da nuove candidature, riposizionamenti e una fase di transizione aperta dall’elezione di Giuseppe Ranuccio in Consiglio regionale. La fine anticipata della consiliatura ha infatti accelerato processi che covavano da tempo, rendendo la competizione più aperta di quanto ci si potesse attendere.

Il primo tassello è stata la scelta di Ranuccio di indicare come figura di continuità Francesco Cardone, attuale presidente del Consiglio comunale. Una candidatura che si presenta come erede naturale di quasi nove anni di amministrazione, con l’obiettivo di proseguire il percorso avviato, ed il tentativo di integrarlo con nuove proposte programmatiche.

Già da mesi, primo fra tutti, si era fatto avanti Gianmarco Oliveri, che ha impostato la sua campagna su un linguaggio diretto, molto social, puntando sulla sensibilizzazione dell’opinione pubblica e su un messaggio di netta discontinuità rispetto all’esperienza uscente.

L’ultimo, in ordine di tempo, è Giovanni Calabria, che ha raccolto l’appello di una coalizione civica e politica alternativa all’amministrazione Ranuccio. Una compagine eterogenea che comprende, tra gli altri, il consigliere regionale Giuseppe Mattiani e movimenti civici come il Centro Studi Carbone e il movimento FARO. Calabria si propone come figura capace di fare sintesi, ma anche come interprete di una visione di città diversa: una Palmi che, nelle sue intenzioni, deve superare criticità, contestazioni e difficoltà emerse nel corso di questa lunga parentesi amministrativa.

In questo scenario resta da capire quale sarà la scelta dell’ex assessore al Bilancio Salvatore Celi. Le sue dimissioni non sono state un fulmine a ciel sereno: da tempo, infatti, coltivava l’ambizione di essere lui il candidato indicato da Ranuccio. La sua eventuale discesa in campo potrebbe dunque non solo ridefinire gli equilibri dell’area cardoniana, ma anche aprire nuovi scenari di ricomposizione (meno probabili) o, al contrario, di ulteriore frammentazione.

Un elemento significativo è l’assenza, almeno in forma esplicita, dei partiti tradizionali. Una scelta che sembra riflettere la natura trasversale delle coalizioni in formazione, composte da sensibilità diverse e difficilmente riconducibili a schemi politici rigidi. Ma è evidente che, dietro le quinte, le forze politiche osservano e orientano, pronte a intervenire quando il quadro sarà più definito.

Sul piano elettorale, gli approcci sembrano già delinearsi. Cardone punterà sulla continuità amministrativa, rivendicando risultati e stabilità, e cercherà di evidenziare come punti critici dello schieramento Calabria la minore esperienza politico‑amministrativa e i legami con figure del passato messe ai margini negli ultimi anni da Ranuccio. Calabria, dal canto suo, si presenta come uomo delle istituzioni, conoscitore del tessuto palmese, e come interprete di un progetto di rinnovamento che punta a correggere ciò che, secondo i suoi sostenitori, non ha funzionato nell’esperienza Ranuccio.

Le prossime settimane saranno decisive. Non è escluso che alcune candidature possano convergere, soprattutto nell’area alternativa all’amministrazione uscente, così come non è da escludere che la scelta di Celi possa ridisegnare gli equilibri interni allo schieramento cardoniano con consiglieri uscenti che potrebbero prendere una strada comune a quella dell’ormai ex assessore al bilancio .

Una cosa, però, appare chiara: Palmi si avvia verso una competizione elettorale vivace, aperta e tutt’altro che scontata, in cui si confronteranno visioni diverse di città, di amministrazione e di futuro.