
Due diversi decreti, con il medesimo numero di protocollo, che disciplinano in maniera diversa lo stesso provvedimento. Una anomalia ed un errore non passati inosservati dal neo sindaco Giuseppe Ranuccio che proprio ieri, con apposito decreto, ha provveduto alla revoca dell’atto emanato dal suo predecessore Giovanni Barone, e proceduto alla revoca dell’incarico ai vertici della Ppm.
Il decreto incriminato, o sarebbe meglio dire i decreti incriminati, sono proprio quelli con cui l’ex primo cittadino ha nominato Giancarlo Pugliese presidente della società in house del Comune di Palmi, e Vincenzo Forgione ed Emanuela Gagliostro componenti del Cda, ma con scadenze di mandato diverse.
Dopo aver effettuato un controllo dell’applicativo informatico in uso al Comune di Palmi, il nuovo esecutivo di palazzo San Nicola ha rilevato che nel testo del decreto inserito la fine del mandato del Cda della partecipata coincideva con la fine del mandato elettorale del sindaco uscente, mentre nell’albo pretorio del Comune era presente un altro decreto, recante lo stesso numero di protocollo (Decreto numero 23 del 20 Agosto del 2015 n. 17831), che fissava la data di fine mandato dei vertici della Ppm nel 2018.
“Pur rappresentando una anomalia formale l’esistenza di due testi del Decreto con il medesimo numero di protocollo – recita il decreto firmato dal sindaco Ranuccio – nel merito la nomina degli amministratori delle società per azioni nelle quali lo Stato o altri enti pubblici abbiano partecipazioni è disciplinata dall’articolo 2449 del codice civile, il quale stabilisce che essi possono essere revocati dagli stessi enti che li hanno nominati; l’evidente ratio sottesa alla norma è che le nomine dei rappresentanti negli organismi partecipati si fondano su un rapporto di natura fiduciaria, per cui alla cessazione del mandato del Sindaco è pienamente giustificata la revoca dei rappresentanti da questi nominati”.
Prosegue il decreto del sindaco: “Il Ministero dell’Interno, nel parere del 22 ottobre 2015, ha rilevato che tale assunto si fonda sulla più autorevole giurisprudenza amministrativa secondo cui le nomine e le designazioni di rappresentanti delle amministrazioni locali presso altri enti da parte del Sindaco devono considerarsi di carattere fiduciario, nel senso che riflettono il giudizio di affidabilità e la fiducia sulla capacità del nominato di rappresentare gli indirizzi di chi l’abbia designato, orientando l’azione dell’organismo nel quale si trova a operare in senso conforme agli interessi di chi gli abbia conferito l’incarico (Consiglio di Stato, sentenza n. 7024/2009).
In tal senso, come rilevato anche dal Ministero, la cessazione del mandato del Sindaco si ripercuote automaticamente sulle nomine effettuate durante il mandato elettivo «in applicazione della regola del diritto comune, che esige non solo che i poteri del rappresentante siano conferiti dal rappresentato, ma che persista il rapporto fiduciario fra l’uno e l’altro». la partecipazione dell’ente nella Ppm è totalitaria, cioè l’ente è il socio unico e detiene la piena ed intera proprietà.
In tal senso la società diviene lo strumento per consentire all’ente di perseguire le proprie finalità istituzionali, che si concretizzano poi nell’erogazione di servizi pubblici locali a rilevanza economica, secondo un preciso indirizzo politico-amministrativo. A fronte di ciò, i membri del Cda designati dall’ente medesimo, devono essere interpreti dell’azione amministrativa dello stesso, dando rilievo al rapporto di “agency” tra ente pubblico e Amministratori della partecipata; ne consegue che un mutamento del contesto politico istituzionale, nello specifico l’insediamento del nuovo Sindaco e della nuova Giunta, legittima l’applicazione dello spoils system, integrando una giusta causa di revoca conseguente al cambiamento di indirizzo dell’ente dominante”.
I tre amministratori sono così stati sollevati dall’incarico e nei prossimi giorni il sindaco Giuseppe Ranuccio procederà con la nomina dei nuovi vertici.




