Palmi, l’Amministrazione replica ad “Armino”: “Nessuna illegittimità, l’atto votato è valido”

In una nota stampa l'esecutivo richiama un parere del Ministero dell'Interno che equipara il sindaco al consigliere comunale

Riceviamo e pubblichiamo:
La notizia diffusa dal Circolo Armino sulla illegittimità della delibera consiliare relativa al recepimento della VAS ed all’approvazione definitiva del PSC è una bufala. Non è dato sapersi se essa derivi da malafede, ignoranza, superficialità o mera volontà provocatoria.
Sta di fatto che, a voler semplificare per i non addetti ai lavori, il Sindaco rientra a pieno nel novero dei Consiglieri Comunali e concorre a costituire la maggioranza in Consiglio.
Per altro verso, non sfugge certamente ai tecnici che l’articolo 30 comma 10 dello Statuto Comunale non esclude espressamente il Sindaco dal computo finalizzato alla verifica dei quorum costitutivi o deliberativi.
Tale circostanza è rilevante e decisiva secondo l’orientamento ermeneutico – anche giurisprudenziale – consolidato ed applicato.
Anche di recente, uno tra i molti pareri rilasciati dal Ministero dell’Interno ha ribadito che, con riferimento all’iter deliberativo, “il sindaco è componente del consiglio comunale ai sensi dell’articolo 37 del TUEL. Si osserva, infatti, che nelle ipotesi in cui l’ordinamento non ha inteso computare il sindaco nel quorum richiesto per la validità di una seduta, lo ha indicato espressamente usando la formula senza computare a tal fine il sindaco”.
Il Circolo Armino se ne faccia una ragione:  dopo un secolo, Palmi ha il suo PSC.
L’Amministrazione Comunale