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Palmi celebra l’impegno che diventa memoria

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Si è svolto ieri, presso l’Auditorium “Prof. Pietro Ciappina”, l’incontro promosso dal Centro Studi Francesco Carbone sul tema “Quando l’impegno diventa memoria si costruisce il futuro della città”, un momento di riflessione collettiva che ha messo al centro figure emblematiche della storia e del presente di Palmi.

A fare da riferimento ideale, il sindaco del dopoguerra Francesco Carbone, protagonista della ricostruzione cittadina e ispiratore dell’associazione che porta il suo nome. Un video ha ripercorso le sue opere, molte delle quali ancora oggi costituiscono pilastri della vita urbana. Il Centro Studi Carbone, come ricordato dal presidente Prof. Antonio Carrozza, nasce proprio per custodire e rilanciare questo patrimonio, evitando che venga disperso nel tempo.

Tra gli interventi più sentiti, quello di Don Silvio Mesiti, fondatore dell’associazione di volontariato Presenza, che da decenni opera nel sociale con progetti rivolti a detenuti, disabili, anziani e famiglie in difficoltà. Cappellano del supercarcere di Palmi e parroco della concattedrale, Don Silvio ha incarnato l’impegno civico come servizio universale, al di là della fede o della politica.

Il consigliere regionale Giuseppe Mattiani, invitato dal Centro Studi, ha scelto di non fare un intervento politico, ma di sottolineare il valore umano di chi si dedica agli altri “senza se e senza ma”, indicando queste figure come modelli da seguire, indipendentemente dal ruolo istituzionale.

Le conclusioni sono state affidate al presidente del Centro Studi, Prof. Antonio Carrozza, che ha lanciato un monito: «Il patrimonio lasciato da questi uomini rischia di andare perduto se non viene coltivato». Carrozza ha citato esempi concreti, come la trasformazione di Villa Luisetta – un tempo centro d’eccellenza per gli audiolesi, oggi convertita in struttura ricettiva di lusso – e ha ricordato il decadimento urbanistico degli anni ’60 e ’70, causato da un “abusivismo di necessità” che ha compromesso lo sviluppo armonico della città.

In chiusura, il presidente ha proposto una alternativa alla messa all’asta del vecchio ospedale di via Ibico, suggerendo la realizzazione di una RSA finanziata attraverso una raccolta volontaria, come segno concreto di rinascita e memoria attiva.

Il convegno si è chiuso lasciando agli intervenuti numerosi spunti di riflessione, con un messaggio chiaro: la memoria non è solo ricordo, ma seme per il futuro.