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“OPERAZIONE PRATI’” I DETTAGLI DALLA CONFERENZA STAMPA

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Reggio Calabria — Nell’ambito di una vasta operazione condotta dalla Direzione Distrettuale Antimafia e dalla Squadra Mobile, è stata eseguita una ordinanza di applicazione di misura cautelare emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Reggio Calabria nei confronti di 21 soggetti, di cui 14 tradotti in carcere, 7 sottoposti agli arresti domiciliari e 4 ancora irreperibili.

I soggetti coinvolti sono gravemente indiziati, a vario titolo, di appartenere a una rete criminale ben strutturata, con ramificazioni internazionali e collegamenti con il narcotraffico sudamericano, in particolare con la potente organizzazione denominata “Clan del Golfo”.

L’inchiesta ha documentato:

  • Tentativi di importazione dalla Colombia di oltre 300 kg di cocaina, con pagamenti anticipati superiori ai 180.000 euro, poi non andati a buon fine.
  • Sequestro di un pacco contenente 1 kg di cocaina purissima occultata in chicchi di caffè, bloccato presso lo scalo di Ciampino grazie al coordinamento investigativo.
  • Coltivazioni illecite di canapa indiana in località Platì, Gerace e Piatì, con impianti tecnologicamente attrezzati e modalità di irrigazione sofisticate.

Tra gli episodi ricostruiti:

  • Vendita di 5 kg di marijuana per € 13.200 a un soggetto identificato come Antonio o Antonino.
  • Detenzione a fini di spaccio di 9 kg di marijuana, occultata nei pressi di un’officina.
  • Piantagione indoor nel centro storico di Piatì, da cui sono stati ricavati circa 21 kg di marijuana.
  • Coltivazione su terrazzamenti a Gerace di 435 piante di canapa indiana, per un totale di oltre 14.000 dosi singole, con principio attivo THC molto elevato.
  • Commercializzazione al Nord Italia di marijuana ceduta a un prezzo compreso tra i € 3.500 e € 4.500 al kg.

A carico di alcuni indagati è stato inoltre contestato il reato di tentata estorsione, compiuta tramite atti intimidatori, tra cui l’incendio di tre autovetture per costringere il titolare di un autosalone a versare una somma promessa per l’intermediazione di un affare.

Le indagini — ancora nella fase preliminare — hanno evidenziato una organizzazione articolata in gruppi autonomi, ciascuno specializzato in diverse fasi del traffico e della produzione: dalla mediazione internazionale con i narcos colombiani, alla coltivazione e distribuzione sul territorio nazionale.

Come previsto dalla legge, tutti i soggetti indagati devono ritenersi innocenti fino a sentenza definitiva di condanna.