GIOIA TAURO – L’operazione “Eclissi” non è terminata con i 26 fermi emessi martedì mattina dai magistrati della distrettuale antimafia di Reggio Calabria. Poche ore dopo il blitz, infatti, la squadra dell’aliquota operativa della Compagnia di Gioia Tauro, diretta dal capitano Cinnirella, dopo decine e decine di perquisizioni e mesi di indagini, ha individuato un’abitazione “sospetta” a pochi passi dal centro di San Ferdinando, in via Roma.

Una Bernardelli modello 60, calibro 7,65 predisposta per silenziatore e con caricatore inserito, recante matricola abrasa, ed una Tanfoglio GT 21 calibro 9×21 con caricatore inserito, risultata rubata in provincia di Alessandria nell’agosto del 2010. C’era poi un caricatore, con 15 colpi in canna.
Tra le munizioni vi erano delle calibro 9 mm Luger, 9×21 IMI, 380 auto, 763 Browning, 28 Special FMJ, 357 Magnum e 763×39 per kalashnikov. Sia le armi che le munizioni erano ben impacchettate in sacchi di cellophane, e di sicuro erano state utilizzate, dal momento che le armi erano perfettamente oleate.
Il legame con l’operazione di ieri è Gregorio Malvaso: l’uomo, che è stato fermato nell’operazione Eclissi, pur non essendo proprietario dell’abitazione, che risultava disabitata, ne possedeva le chiavi.
I carabinieri l’hanno arrestato in flagranza di reato per detenzione e possesso di arma clandestina, detenzione di ingente munizionamento e ricettazione.





