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Operazione Califfo 2: tre donne tra gli arrestati

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ROSARNO – Il Ros e il Comando provinciale dei Carabinieri hanno eseguito questa mattina, un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, nei confronti del latitante Giuseppe Pesce (31 anni) e di altre sei persone: Maria Rosa Angilletta (29 anni), Maria Carmela D’Agostino (32 anni), Giuseppe Fabrizio (38 anni, già in carcere), Demetrio Fortugno (60 anni), Domenico Fortugno (31 anni) e Maria Grazia Spataro (25 anni).

Sono tutti accusati a vario titolo di trasferimento fraudolento e possesso ingiustificato di valori con l’aggravante mafiosa.

Le ordinanze sono state emesse dal Gip del Tribunale di Reggio Calabria su richiesta della Direzione distrettuale antimafia.

L’operazione di oggi, che è la continuazione dell’operazione Califfo effettuata circa due mesi fa, ratifica il ruolo di vertice assunto all’interno della ndrina da Giuseppe Pesce, definito nell’ordinanza “ultimo dei testuni ancora a piede libero”, al quale sarebbero stati affidati i “compiti di direzione, promozione ed organizzazione della cosca di famiglia”.

Pesce è latitante dal 26 aprile del 2010.

Nel corso delle indagini, grazie all’analisi incrociata di intercettazioni telefoniche e documenti contabili sequestrati con specifiche perquisizioni, i carabinieri hanno accertato l’intestazione fittizia di due imprese, grazie alle quali si tentava di eludere le misure di prevenzione patrimoniale.

Secondo gli inquirenti Domenico Fortugno, cugino acquisito dei Pesce, sarebbe il comproprietario occulto della “Calabria Trasporti Sas” insieme a Giuseppe e Maria Rosa Angilletta, nonché dominus della “Medma trans Sas” formalmente intestata al padre, alla moglie Maria Grazia Spataro e a Maria Carmela D’Agostino.

Fortugno era già stato fermato a febbraio nel corso dell’operazione Califfo e rimesso in libertà qualche giorno dopo per difetto di gravità indiziaria.

I soggetti formalmente intestari delle imprese hanno dichiarato al fisco redditi molto esigui e incompatibili con le risorse economiche di cui disponevano.

Nel corso dell’operazione sono stati sequestrati più di 90 mila euro in contanti, tutte le quote e il patrimonio aziendale della Medma trans e il 50% delle quote e del patrimonio della Calabria Trasporti.

Lucio Rodinò