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Oliveri rende pubblici i contenuti della relazione del CDA dimissionario: emergono criticità pregresse nella gestione della Fondazione Varia

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Le dimissioni del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Varia ETS erano state rese note solo pochi giorni fa. Oggi, però, con un video diffuso dal candidato sindaco Gianmarco Oliveri, diventano pubblici i dettagli della relazione presentata dal presidente Antonio Malgeri nella seduta del 21 febbraio 2026. Un documento che ricostruisce con precisione le criticità contabili e amministrative ereditate dal nuovo CDA, insediatosi il 6 novembre 2025.

La relazione, redatta con tono tecnico e senza attribuire responsabilità personali, evidenzia come il Consiglio non disponga ancora della documentazione necessaria per una rappresentazione completa e veritiera della situazione economica e patrimoniale dell’ente. Una parte significativa dei documenti relativi agli anni 2023 e 2024 risulta infatti acquisita dalla Guardia di Finanza, mentre altri materiali – tra cui libri contabili, registri IVA e contratti – non sono mai stati consegnati, nonostante le richieste formali inoltrate tra dicembre e gennaio.

Come si legge nel documento, “il CDA non dispone della totalità delle scritture contabili e dei documenti commerciali, contrattuali ed amministrativi necessari per una compiuta e veritiera rappresentazione della situazione economica, patrimoniale e finanziaria della Fondazione”.

Dai bilanci disponibili emergono elementi di forte criticità: – il bilancio 2023 registra un disavanzo di 325.855 euro; – il bilancio 2024, pur chiuso con un utile, presenta un patrimonio netto negativo per 171.853 euro; – la documentazione parziale del 2025 confermerebbe una situazione debitoria superiore ai limiti previsti dal Codice del Terzo Settore.

Si tratta di dati che fotografano una condizione preesistente all’insediamento dell’attuale CDA, che infatti – come precisato nella relazione – non ha assunto nuove obbligazioni né compiuto atti in grado di aggravare la situazione.

La relazione richiama implicitamente gli obblighi previsti dall’art. 22 del Codice del Terzo Settore, che disciplina la tutela del patrimonio minimo delle fondazioni ETS.

In particolare:

  • se il patrimonio si riduce di oltre un terzo, gli amministratori devono convocare senza indugio l’organo competente per valutare la situazione;
  • l’ente deve decidere come ricostituire il patrimonio minimo, fissato per legge in 30.000 euro per le fondazioni con personalità giuridica;
  • se la perdita non viene ridotta entro l’esercizio successivo, l’ente rischia la liquidazione;
  • l’Organo di Controllo, obbligatorio per fondazioni di queste dimensioni, ha il compito di monitorare la regolarità contabile e segnalare eventuali criticità.

La relazione evidenzia che tale organo non è stato ancora nominato, privando la Fondazione di un presidio essenziale di vigilanza.

Constatata l’impossibilità di redigere un rendiconto veritiero per l’anno 2025 e la necessità di una ricapitalizzazione del patrimonio, il presidente Malgeri ha annunciato le proprie dimissioni, invitando i consiglieri a fare altrettanto. Una scelta presentata come atto di responsabilità, per non aggravare una situazione già compromessa e per rimettere all’Assemblea – come previsto dalla legge – ogni decisione sul futuro dell’ente.

Nel suo video, Oliveri ha sottolineato la necessità di fare piena luce sulla vicenda, richiamando l’importanza della trasparenza e del confronto istituzionale. Il candidato a sindaco di Palmi ha rimarcato come la Fondazione Varia rappresenti un patrimonio identitario della città e come sia fondamentale garantirne la piena regolarità amministrativa.

La relazione del CDA dimissionario non attribuisce responsabilità personali, ma mette in evidenza una serie di criticità pregresse che ora richiedono un intervento deciso dei soci e principalmente del Comune, chiamati a valutare le prospettive operative dell’ente e a tutelare il patrimonio pubblico coinvolto.