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Mezzi insicuri, la protesta dei lavoratori della Camassa

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i lavoratori della Camassa
i lavoratori della Camassa

I lavoratori di Camassa Ambiente che si occupano della pulizia, dello spazzamento e della raccolta rifiuti nel comune di Rosarno sono fermi da due giorni all’autoparco comunale.

Non hanno percepito gli ultimi due stipendi e operano in un contesto in cui non vengono garantiti gli standard minimi di sicurezza sul lavoro. Sulla questione è intervenuto duramente nella giornata di ieri il segretario della Filcams Cgil Valerio Romano.

«Troppo spesso ormai stiamo riscontrando – ha dichiarato – l’assoluta mancanza negli appalti di rispetto delle leggi sulla sicurezza. I lavoratori sono costretti a lavorare in condizioni di rischio per la propria incolumità e anche per quella degli altri». Ieri è stata richiesta un’ispezione all’ispettorato del Lavoro ed allo Spisal provinciale. Secondo i lavoratori i mezzi sono inadeguati alla circolazione stradale. «Si trovano in situazioni disastrose – ha denunciato Romano – nella totale assenza dei requisiti minimi per stare anche su strada, senza freni, senza un freno a mano che funzioni, senza fanalini e frecce funzionanti, con ruote forate e non nelle condizioni adeguate per stare su strada».

E quello degli automezzi non sarebbe l’unico problema: «a questo – scrive ancora il segetario della Filcams – si aggiunge la totale mancanza dei dispositivi di protezione individuale, le tute non sono mai state consegnate agli addetti e molti di loro sono ancora costretti a lavorare con le tute con il marchio “Piana Ambiente”, residui della vecchia azienda per cui lavoravano fino al 2012, le scarpe anti infortunistica vengono acquistate dai dipendenti stessi, mascherine e guanti sono optional. Oltre questo il luogo insalubre dell’autoparco, non è idoneo, non vi è illuminazione, non vi sono bagni accessibili e collegati alla fogna, uno stato di degrado assoluto in cui i lavoratori vivono giornalmente».

«Oggi mi chiedo, – ha concluso – a che servono gli oneri di sicurezza inseriti nelle gare d’appalto se poi non vengono utilizzati per assicurare la sicurezza stessa ai dipendenti? L’appaltante ha mai verificato l’assenza della sicurezza, oppure ne ha mai chiesto conto? A cosa dobbiamo arrivare affinchè gli enti preposti, ispettorato del lavoro, Asp di Reggio Calabria si muovano ad accertare le responsabilità di questa azienda? Cosa altro deve succeedere? L’incidente sul lavoro? Un mezzo che esce fuori strada? O addirittura una morte bianca sul lavoro? Saranno poi tutti pronti a manifestare ed a rendere solidarietà, mentre l’ennesimo lavoratore ci rimette la vita a causa delle inadempienze e delle negligenze di qualcun altro. Oltre a questo i lavoratori non sono stati retribuiti per i mesi di Dicembre e Gennaio.Come Filcams Cgil non staremo a guardare, abbiamo già avviato le dununce agli organi preposti e chiesto di intervenire immediatamente, perchè riteniamo che la tutela della sicurezza sul lavoro, sia più importante anche della retribuzione, perchè chi vive di lavoro non può esserne vittima».