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Maxi-operazione della Squadra Mobile: 32 misure cautelari contro un’organizzazione della droga attiva tra Catona e il rione Marconi

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Nelle prime ore della mattina la Squadra Mobile di Reggio Calabria ha dato esecuzione ad una
ordinanza di applicazione della misura cautelare della custodia in carcere nei confronti di 31
persone emessa dal GIP presso il Tribunale di Reggio Calabria su richiesta di questa Direzione
distrettuale antimafia. Nei confronti di un’altra persona è stata applicata, invece, la misura degli
arresti domiciliari. I delitti contestati, a vario tiolo, sono quelli di associazione per delinquere
finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, traffico di sostanze stupefacenti, violazione alle
disposizioni in materia di armi. Diverse, inoltre, le fattispecie aggravanti riconosciute nella fase
cautelare dal Giudice per le Indagini Preliminari, tra queste, la disponibilità di armi, l’induzione a
commettere reati di persone dedite all’uso di sostanze stupefacenti o psicotrope, la consegna, o
comunque la destinazione, di sostanza stupefacente a soggetti minorenni (di anni 18 e di anni 14), la
consegna, o comunque, la destinazione di sostanza stupefacente a persone in stato di infermità, o
comunque di deficienza psichica e la prossimità della piazza di spaccio ad una scuola primaria. Le
indagini, avviate nel corso del 2023, hanno consentito di ritenere elementi di responsabilità
indiziaria nei confronti di un gruppo di soggetti, operativi nella piccola frazione Concessa di Catona
(periferia nord di Reggio Calabria), specializzati nello stoccaggio e nel commercio all’ingrosso di
considerevoli partite di stupefacenti. La droga, occultata in un casolare abbandonato sorvegliato dai
sodali, veniva poi confezionata in loco e distribuita a Reggio Calabria, Messina, Agrigento ed altre
province siciliane. Tra gli acquirenti della centrale di Catona, sono stati individuati alcuni soggetti
del rione Marconi, ritenuti inseriti in un’organizzazione criminale capace di strutturare, all’interno di
un condominio di via Sbarre Superiori, una efficiente piazza di spaccio attiva giorno e notte e
rifornita delle più disparate tipologie di stupefacente. Nel rione, sono state documentate migliaia di
cessioni di droga, con punte giornaliere di 300 acquirenti, ed un giro d’affari stimato nell’ordine dei
3000 euro al giorno di media. Secondo quanto ritenuto nel provvedimento cautelare, il gruppo era
organizzato in modo da curare ogni singola fase del commercio illegale, con ruoli ben definiti,
retribuiti in base alla mansione svolta ed organizzati secondo veri e propri ‘turni di servizio’
predisposti dai vertici dell’organizzazione. I ruoli più strettamente operativi erano spesso
disimpegnati da ragazzini minorenni, a volte con meno di quattordici anni, che si muovevano

all’interno del rione senza soluzione di continuità offrendo alla banda un validissimo contributo. Gli
indagati, ai quali è contestata la disponibilità di armi, sono ritenuti avere il controllo totale del
condominio di via Sbarre Superiori, all’interno del quartiere Marconi, per averne monopolizzato
uno dei principali accessi, interdetto agli altri condomini e destinato ad uso esclusivo degli 1
acquirenti, ed avere effettuato anche delle modifiche strutturali che hanno vistosamente alterato
l’architettura originaria dell’immobile. La gestione criminale della piazza era monitorata da un
articolato sistema di videosorveglianza finalizzato a prevenire eventuali interventi delle Forze
dell’Ordine. Sono stati, inoltre, ricostruiti episodi di estorsione (c.d. ‘cavalli di ritorno’) in danno di
cittadini che sceglievano di rivolgersi ai membri dell’organizzazione per il recupero delle vetture
che erano state loro rubate. L’attività delittuosa perpetrata dall’organizzazione delinquenziale ha
attirato a più riprese anche l’interesse dei media locali e di quelli nazionali che hanno evidenziato
l’attività della piazza di spaccio nell’ambito di un più generale scenario di degrado dell’intero
quartiere Marconi. Nel corso dell’attività di indagine il personale della Squadra mobile ha
sequestrato complessivamente circa 40 kg di droga, di varia natura. Si specifica che il procedimento
è ancora in fase di indagini preliminari e che per l’indagato vale il principio di non colpevolezza
fino a sentenza definitiva di condanna.