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La Varia come marcatore identitario della Calabria. Mattiani: «La legge regionale garantisce stabilità alla festa»

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Proviamo per un attimo a immaginare la Varia non come evento di un giorno ma come un bene culturale del quale godere tutto l’anno.

Dopo l’edizione 2023 della Varia di Palmi che ha raccolto consensi e ha fatto numeri da record, è quantomeno necessario porsi una domanda: può, la regione Calabria, puntare su un patrimonio storico come la Varia (che è già bene tutelato dall’Unesco) per diventare leader una volta per tutte in ambito turistico? Può, la Varia, essere considerato un elemento caratterizzante l’eredità storica, artistica, culturale della Calabria?

La Varia ha tutte le carte in regola per essere un MID, Marcatore Identitario Distintivo, un elemento che con le sue peculiarità caratterizza e identifica un territorio, quello di Palmi. È un bene immateriale unico, che appartiene a Palmi in primis e alla Calabria tutta ma che ancora fatica a camminare con le proprie gambe.

Per anni la Calabria, a lungo identificata come la terra di nessuno, dell’abbandono e del degrado, ha puntato sui paesaggi incontaminati, il mare e i tramonti, le piste da sci e i parchi per attrarre turisti, e questa strategia sta iniziando a pagare: dal 2020, complice la pandemia che ha scoraggiato i viaggi all’estero verso le più appetibili Spagna, Grecia o Croazia, la Calabria si è riscoperta terra d’attrazione turistica perché offre esperienze sostenibili (si pensi ai sentieri di hiking e trekking).

Ma il mare, la montagna, i parchi sono “beni” che possiamo trovare in qualsiasi luogo d’Italia così come all’estero; ciò che invece abbiamo solo noi, in Calabria, è la Varia di Palmi, una macchina a spalla che racconta una storia che si tramanda da generazioni.

La Calabria possiede un evento che è unico su cui farebbe bene a puntare per diventare luogo di attrazione turistica. Per farlo, però, è necessario cambiare strategia e riempire Palmi e la Calabria non solamente nel mese di agosto ma durante tutto l’anno, con manifestazioni di ampio respiro: riempire la piazza in occasione della Festa della Varia va bene, è qualcosa che piace a tutti perché fa respirare la piccola economia locale, ma se vogliamo fare della Varia un vero MID per la regione, è importante invertire tendenza.

L’istituzione di un museo dedicato alla Varia (che è un’idea che la Fondazione vorrebbe portare avanti, come affermato dal presidente Daniele Laface), il dialogo costante con le Università, la costituzione di un comitato scientifico in seno alla Fondazione, le attività di disseminazione, workshop e contest appositi durante l’anno possono e devono diventare azioni volte a rendere la Varia il punto di forza della Calabria tutta, come ci ha detto in un’intervista il consigliere regionale Giuseppe Mattiani.

«La nostra regione può oggi godere di una legge che riconosce la Varia di Palmi quale manifestazione di interesse regionale – ha detto il consigliere regionale Giuseppe Mattiani – Mi piace pensare in grande e immaginare che un giorno la Varia possa diventare la festa di tutta la regione e di tutti i calabresi. L’edizione appena terminata è stata entusiasmante, e questo grazie sicuramente all’impegno della Fondazione, ma non dobbiamo dimenticare l’impegno della Regione e del Presidente Occhiuto che ha creduto in questa iniziativa e che ha riposto in me la sua fiducia. È a lui che dico grazie più di tutti».

La legge votata all’unanimità dal Consiglio regionale è frutto del lavoro del consigliere Mattiani che ha voluto che la festa si aprisse al di fuori dei confini locali.

«Abbiamo lavorato tanto in Terza e in Prima commissione, dove la legge è passata all’unanimità – ha proseguito il consigliere – Questo garantisce alla festa una certa continuità ma è chiaro che noi abbiamo gettato le basi per poter far bene, adesso tocca all’amministrazione saper cogliere al volo le occasioni che si presenteranno, puntando sul fatto che la Varia gode di uno status speciale».

Oltre alla legge che sostiene la Varia, la Regione ha contribuito alla festa appena terminata con un contributo di 70mila euro per l’acquisto di parte del materiale per la realizzazione della festa.

«Sono lieto di aver contribuito in qualità di consigliere alla Festa della Varia – ha aggiunto Mattiani – La Varia di Palmi è patrimonio della regione tutta e per questo va sostenuta in ogni modo perché venga riconosciuta quale marcatore identitario della Calabria tutta, affinché un giorno la parola “Varia” diventi sinonimo quasi automatico di Calabria».

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