Nel cuore di Piazza Amendola, la Fontana della Palma continua a essere uno dei luoghi più riconoscibili e amati di Palmi. È un punto di incontro, un frammento di memoria collettiva, un elemento che accompagna la vita quotidiana della città. Eppure, da troppo tempo, questo simbolo è costretto a convivere con un paradosso: essere al centro della piazza, ma non sempre al centro dell’attenzione e del rispetto.
La fontana è spesso vittima di comportamenti incivili, incuria e piccoli vandalismi che ne compromettono il decoro e il funzionamento. Rifiuti abbandonati, danneggiamenti, utilizzi impropri: segni di una disattenzione che non è solo materiale, ma culturale. Eppure, nonostante tutto, la Fontana della Palma continua a tornare a nuova vita grazie all’impegno silenzioso di alcuni volontari che, con dedizione e senso civico, intervengono per ripulirla e ripristinarla.
La vicenda della fontana non riguarda solo un manufatto urbano: riguarda il modo in cui una comunità si riconosce nei propri spazi e se ne prende cura. I beni comuni non appartengono a nessuno in particolare, ma proprio per questo appartengono a tutti. E ciò che appartiene a tutti richiede responsabilità condivisa
I volontari che si occupano della Fontana della Palma non cercano visibilità. Agiscono per amore della città, per senso di appartenenza, per responsabilità. Il loro impegno è un atto di cittadinanza attiva che merita riconoscimento e gratitudine.
Il loro esempio dimostra che la cura dei beni comuni non è un compito delegabile solo alle istituzioni: è un patto tra cittadini. Un patto che si rinnova ogni volta che qualcuno decide di non voltarsi dall’altra parte.
Raccontare la storia della Fontana della Palma significa parlare di Palmi, della sua identità e del suo futuro. Significa ricordare che la bellezza non si conserva da sola, che il decoro non è un dettaglio, che il rispetto non è un optional.
Un invito a trasformare l’indignazione in partecipazione, la critica in responsabilità, l’abitudine in consapevolezza. Perché una città migliore non nasce da grandi gesti isolati, ma da piccoli gesti quotidiani.
La Fontana della Palma continuerà a essere un simbolo di Palmi. Ma il modo in cui la trattiamo dirà molto anche di noi. Difendere i beni comuni è una battaglia di civiltà che non richiede proclami, ma attenzione, rispetto e cura.
E forse, guardando quella fontana tornare a funzionare grazie a mani volontarie, possiamo ricordarci che la città che vogliamo non è un sogno astratto: è una responsabilità concreta, che comincia da un gesto semplice. Da un “non lo faccio”. Da un “lo raccolgo”. Da un “la rispetto”.





