La Dolcevita di Emilio

Un racconto di Annamaria Calderazzo

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Non era un attore e neppure un regista. Tuttalpiù, si sarebbe potuto permettere un drink all’Harry’s Bar. Ma era affascinato da quegli anni di mondanità, di lusso e di sfarzi. Quella, era la via preferita dagli attori americani più importanti. Dalla sua piccola bottega, anonima e retrò, osservava il mondo: “La dolce vita”.

Bhe, lui, di dolcevita, indossava il maglione a collo alto. Gli assicurava, senz’altro, una calda giornata!

Erano gli anni Cinquanta e Sessanta e si stava scrivendo una leggenda lungo quei marciapiedi. Emilio ne faceva già parte, seppur rimanendo dentro il suo mondo da calzolaio.

Entrò di buon ora, una fredda mattina di febbraio, una donna molto elegante e dall’accento francese.

“Bonjour monsieur, ho bisogno di un tacco. La prego, mi aiuti…Questa sera debutterò per la prima dell’Aida. Non saprei dove andare!”.

Emilio, con garbo e con la classe che lo contraddistingueva, fece accomodare la donna, cercando di calmarla, assicurandole che avrebbe risolto il problema.

Rovistò tra i vari utensili da lavoro e dopo qualche minuto trovò un tacco. Lo avvicinò alla scarpa per controllare se il colore si abbinava e si mise subito a lavoro.

La donna iniziò a tranquillizzarsi nell’osservare l’uomo lavorare e si mise a canticchiare.

Emilio capì che si trattava di una attrice. Ne entravano tante nella sua bottega, ma lei era splendida e dal sorriso raggiante.

Terminato il lavoro, la donna quasi piangendo, lo ringraziò.

Dopo qualche giorno, arrivarono in bottega una bottiglia di vino ed un invito a cena per Emilio. Era la donna del tacco, la quale, onorata della buona riuscita della serata in teatro, voleva avere con sé chi l’aveva salvata.

Emilio, nonostante fosse lusingato da quel gesto, continuò nel suo lavoro. In fondo, non amava la notorietà.

Erano vent’anni che percorreva, ogni mattina, Via Veneto, guardando ammaliato quel mondo fatto di ostentazione, eccessi, leggerezza e bellezza. Preferiva continuare a farlo, così, dentro la sua piccola bottega, aggiustando tacchi di donne che calcavano teatri e strade di tutto il mondo.