Un viaggio profondo nel cuore delle tradizioni, della memoria e dell’identità della Calabria. “Senza
Sconzu – Carri votivi e culti, dallo Stretto alla Piana di Gioia Tauro”, il saggio scritto dal
giornalista e storico palmese, Domenico De Luca edito da Officine Editoriali da Cleto, ha
conquistato il secondo posto nella sezione saggistica alla recente edizione del Premio Letterario
Kerasion 2026.
Il prestigioso riconoscimento è stato assegnato all’opera per la sua rigorosa e appassionata
ricostruzione dei riti e delle manifestazioni religiose che radicano la storia del territorio calabrese in
un patrimonio immateriale di inestimabile valore. Il libro esplora la complessa simbologia e la forza
popolare legata ai grandi simulacri votivi, richiamando espressioni identitarie profonde come quella
della Varia e dei culti tradizionali, trasformandosi in un prezioso strumento di tutela della memoria
collettiva.
Di seguito la motivazione del riconoscimento da parte della giuria:
«Mirabile lavoro di ricerca sui carri votivi e sui culti annessi nella Calabria meridionale.
L’autore dimostra grande padronanza nello stile della trattazione e nella combinazione di
fonti, strutture e apparati. Lascia trasparire con facilità l’accuratezza e la profondità della
ricerca condotta prima della stesura. Il tema è centratissimo: ricostruito nelle necessarie
contestualizzazioni storiche e geografiche, lascia al lettore, alla fine della trattazione,
nozioni, conoscenze e un rinnovato interesse all’approccio di una tradizione».
Il premio è stato consegnato all’autore nel corso della cerimonia ufficiale, lo scorso 28 agosto a San
Pietro Apostolo (CZ) alla presenza di giurati, operatori culturali e personalità del mondo del
giornalismo e della letteratura. Un traguardo importante che conferma il valore della ricerca di De
Luca, già autore di un importante saggio sul disastroso terremoto del 1908, e l’attenzione crescente
del pubblico e della critica verso le narrazioni che raccontano l’anima autentica della Calabria e le
sue radici più tenaci. Sul palco è intervenuto anche l’editore Marco Marchese (Officine Editoriali
da Cleto), invitato per un saluto e per sottolineare il valore del lavoro editoriale indipendente sui
territori.
Al termine della cerimonia, De Luca ha espresso tutta la sua commozione per il traguardo
raggiunto:
«È molto emozionante, perché quando chiamano il tuo nome e senti che la tua opera
viene premiata è qualcosa di unico. Penso che per un autore sia il coronamento del lavoro
svolto, soprattutto dietro un saggio storico dove c’è molta fatica, occorre indagare le fonti e
consultare le biblioteche; c’è una ricostruzione molto complessa. Ringrazio la giuria, il
Comune di San Pietro Apostolo e le Officine Editoriali da Cleto che mi hanno
accompagnato in questo viaggio».





