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Il dado è tratto: Palmi alla vigilia di una nuova sfida

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Non è un comunicato, non è un proclama: è un gesto politico. La sera del 12 novembre, dalla cornice solenne di Palazzo Montecitorio, il movimento AGIRE ha scelto di rompere gli indugi e annunciare la candidatura a sindaco di Gianmarco Oliveri. Con lui, il presidente del movimento avv. Antonio Lupini, il vicepresidente avv. Giuseppe Germanò e l’onorevole Ettore Rosato, deputato di Azione, presente per testimoniare sostegno e vicinanza. Una presentazione corale, che ha voluto dare peso e visibilità a una scelta maturata nel tempo.

Oliveri non arriva dal nulla. Per diciotto mesi ha battuto il territorio come un cane sciolto, senza padrini né apparati, toccando la pancia dei cittadini e denunciando via social, ed a volte con toni impetuosi, ciò che l’amministrazione uscente non voleva sentire: le opere incompiute, la carenza idrica, il degrado delle periferie, il tracollo della Fondazione Varia. Una festa identitaria e patrimonio UNESCO ridotta, a suo dire, a un carrozzone estivo, sfarzoso nei fuochi d’artificio ma fallimentare nei conti ancora da saldare.

La sua critica non si è fermata alle cose: ha colpito il metodo. Ha accusato gli amministratori di aver soffocato il confronto, di aver tentato di stroncare ogni voce critica. È su questo terreno che Oliveri ha costruito consenso, trasformando la sua solitudine in movimento, raccogliendo attorno a sé chi non si rassegna a un governo che dura da quasi nove anni e che appare, agli occhi dei fan di Oliveri, incapace di ascoltare.

Ora la candidatura è ufficiale. Oliveri si propone come alternativa, con un programma che promette concretezza e coperture economiche, senza slogan. Ma la vera novità è che è il primo a esporsi pubblicamente. Palmi vive ancora una fase di studio: il sindaco uscente Giuseppe Ranuccio, appena eletto consigliere regionale, dovrà trovare la quadra nel suo schieramento per individuare un candidato unitario che metta d’accordo le diverse anime, pena la frammentazione. Le altre forze di opposizione sono anch’esse a lavoro, e non è detto che il dialogo con Oliveri sia scontato anzi.

Il dado è tratto, ma la partita è tutta da giocare. Palmi entra in campagna elettorale con un candidato che ha scelto di rompere il silenzio. Gli altri, per ora, lavorano nel silenzio.