I sindaci della città del porto lamentano il mancato invito al tavolo ministeriale

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Riceviamo e pubblichiamo:

Il sindaco di Rosarno

Preg.mo Presidente del Consiglio, On.li Ministri, On.le Governatore della Calabria,
dai mezzi di stampa abbiamo appreso in queste ore che il 22 giugno p.v.– presso il Ministero delle Infrastrutture – si aprirà un tavolo tecnico in merito alla gravissima crisi che ha colpito l’attività di transhipment del Porto di Gioia Tauro  e che vedrà la partecipazione dei ministeri interessati e dei rappresentanti del Governo Regionale della Calabria.
Questa notizia, se da un lato rappresenta un concreto segno di interesse per le devastanti problematiche che investono l’area portuale gioiese e tutto il territorio pianigiano, ha innegabilmente lasciato l’amaro in bocca ai rappresentanti istituzionali di Gioia Tauro, Rosarno e San Ferdinando, per l’ennesima volta esclusi dai tavoli tecnici nei quali verranno adottate scelte cruciali per  tutta la terra di Calabria.
Il sindaco di Gioia TauroAbbiamo più volte rappresentato – sia alle istituzioni nazionali che a quelle regionali – la necessità che i tre sindaci (Gioia Tauro, Rosarno e San Ferdinando) dei territori direttamente investiti dai problemi occupazionali, economici e sociali connessi al porto di Gioia Tauro, fossero chiamati a dare un contributo – anche solo propositivo – in tutti gli incontri istituzionali o con le parti sociali orientati alla ricerca di soluzioni al momento di stasi economica e produttiva che stiamo vivendo.
Tali istanze di partecipazione si rivestono di un simbolismo ancora più significativo a fronte della recente costituzione della “Città del Porto” che – attraverso la coesione sinergica dell’attività istituzionale dei Sindaci di Gioia Tauro, Rosarno e San Ferdinando – nasce come strumento al servizio delle esigenze democratiche dei cittadini e dei lavoratori della Piana di Gioia Tauro.

Il sindaco di San Ferdinando

A tal fine, il 3 giugno u.s. si è tenuta un’adunanza aperta del Consiglio Comunale di Gioia Tauro, che ha visto una grandissima partecipazione di tutte le parti politiche, dei sindacati, dei rappresentanti di tutte le istituzioni, dei lavoratori e che si è concluso con l’adozione di un programma politico coeso e rivolto a rappresentare al governo nazionale quelle esigenze che proprio noi, Sindaci del Porto, prima di ogni altro conosciamo.
Ciononostante, ancora oggi, e ribadisco per l’ennesima volta, ci troviamo esclusi, tagliati fuori dalle scelte che riguardano i nostri cittadini.
Riteniamo che la costituzione di tavoli separati, di divisioni o esclusioni non risponda alle esigenze  -tante volte manifestate – dei cittadini di Calabria di vedere i propri rappresentanti politici coinvolti direttamente nell’adozione di scelte cruciali per il futuro dei nostri figli.
Non ci sentiamo Sindaci da cerimonia o da parata, che vivono in un mondo astratto e distante dai drammi che investono la nostra terra .
La nostra partecipazione significa impegno e determinazione nel ribadire come i nostri cittadini vivono il dramma della crisi .
Significa insistere con forza sul nostro impegno a non accettare la soluzione di licenziamenti e della mobilità: il mantenimento dei livelli occupazionali è per noi un traguardo irrinunciabile.
E’ un impegno morale che abbiamo assunto con i lavoratori portuali e sul quale non siamo disposti a fare un passo indietro.
E’ un’assunzione di responsabilità alla quale non ci sottrarremo.
Siamo fermamente convinti che i nostri lavoratori non sono alla ricerca di assistenzialismo ma di lavoro e di prospettive di sviluppo reale e veloce.
In tal senso, la risoluzione delle criticità che hanno investito il transhipment del porto di Gioia Tauro  – e questo è un punto sul quale non possiamo e non dobbiamo tacere – è visceralmente connesso all’abbattimento delle tasse di ancoraggio e ormeggio, alla riduzione delle accise, alla previsione di agevolazioni fiscali sugli oneri sociali a carico delle imprese ( anche sul costo del lavoro che, nell’aiutare le aziende, non mortifichino neanche di un centesimo i diritti sacrosanti e costituzionalmente garantiti degli operatori portuali), all’ampliamento della zona franca, alla creazione di un sistema di libera concorrenza nella gestione dell’area portuale.
Solo la realizzazione di una competitività del transhipment garantirà la ripresa del Porto: investire sulla logistica e sul retro porto  avrà senso e futuro solo quando Gioia Tauro batterà sul campo Tangeri, Porto Said e tanti altri porti molto più appetibili per le grandi ditte sul terreno dei costi e della convenienza economica.
Noi sindaci della città del porto sentiamo forte l’esigenza di rispondere a coloro i quali ci hanno investito della responsabilità di amministrare queste terre purtroppo martoriate dalla criminalità organizzata e dalla mancanza di alternative alla criminalità stessa.
Alla nostra terra dobbiamo rispetto, umiltà e tenacia.
Rispetto per tutti i cittadini che vogliono lavorare  e che sperano di potere costruire in questa terra il loro futuro.
Umiltà verso quella che è la nostra terra e per la quale non intendiamo rinunciare anche alla sola  speranza di un futuro che non sia fatto di emigrazione o di malavita.
Tenacia nell’andare avanti nella ricerca di una strada comune – che veda insieme enti locali, regionali e Stato – e che riconosca che   l’attività coesa di tutte le forze politiche  possa rappresentare garanzia di tutela per l’intero territorio regionale e della piana di Gioia Tauro
Auspichiamo che anche a partire dall’incontro del prossimo 22 Giugno sia prevista la partecipazione dei rappresentanti delle istituzioni locali confinanti con il porto.
E’ un segnale di vicinanza che attendiamo ed al quale non possiamo e non vogliamo rinunciare .

I SINDACI di Rosarno, di Gioia Tauro e di San Ferdinando
dr.ssa Elisabetta Tripodi
avv. Renato Bellofiore
avv. Domenico Madafferi