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Giornate FAI di Primavera 2026: Sant’Ilario e Condojanni aprono i loro tesori tra storia, natura e memoria

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Quando la natura si riappropria dei suoi colori, l’Italia si riappropria della sua anima. Sabato 21 e
domenica 22 marzo 2026 tornano le Giornate FAI di Primavera, il più grande spettacolo di piazza
dedicato ai beni culturali e paesaggistici del nostro Paese. Non è solo un appuntamento in calendario,
ma un rito collettivo che trasforma il paesaggio in una dimora comune e la curiosità in un atto d’amore.
Le Giornate FAI non appartengono a pochi, ma sono il respiro di un’intera nazione: parteciparvi significa
compiere un esercizio di cittadinanza attiva e attuare non solo un gesto turistico, ma riaffermare quel
legame indissolubile tra l’individuo e il patrimonio che lo circonda. È la festa di un’Italia che si riconosce
nei propri simboli e si impegna a proteggerli. Con le Giornate di Primavera, più che mai, il FAI parla la
lingua del domani. L’energia dell’evento pulsa attraverso il protagonismo dei giovani, cuore pulsante
della Fondazione. Saranno gli Apprendisti Ciceroni, ossia migliaia di studenti delle scuole italiane, a
guidare i visitatori, trasformando lo studio in narrazione appassionata. In questo passaggio di
testimone, il patrimonio smette di essere “passato” per farsi presente vivo e vibrante. Dalle vette delle
Alpi alle sponde del Mediterraneo, l’Italia spalanca le sue porte più segrete: palazzi nobiliari, antichi
manieri e biblioteche dove il tempo sembra essersi fermato; borghi arroccati e stadi storici, simboli di
un’identità in continua evoluzione; parchi naturali e giardini storici, dove la mano dell’uomo e la forza
della natura hanno creato capolavori di armonia.
In questo straordinario affresco nazionale, brilla con forza il contributo della Delegazione FAI Locride
e Piana, guidata da Titty Curinga e composta da Antonella Ietto, Daniela Circosta, Maria Carmen Calvi,
Loredana Longo, Luca Siciliano, Margerita Milanesio, Anna Lia Paravati e Reba Reitano. Con la sua
instancabile dedizione, la Delegazione territoriale aggiunge pagine preziose al racconto della
Primavera, svelando i tesori di una terra dove la storia antica e la natura rigogliosa si fondono in un
abbraccio indimenticabile. L’itinerario proposto, quest’anno, si articola tra le trame del centro di
Sant’Ilario dello Ionio, lambendo i suoi palazzi nobiliari, per aprirsi, poi, all’attuale sua frazione di
Condojanni, un tempo centro della Contea: qui il percorso si addentra in un paesaggio suggestivo,
dominato dall’imponente profilo del Castello, su una rupe alla cui base si trovano le grotte, un tempo
abitate. Snodandosi tra antiche chiese e scorci panoramici dove la macchia mediterranea incontra le
aspre linee della roccia, l’itinerario offre una sintesi perfetta tra eredità storica e natura incontaminata.
Sant’Ilario lega la sua storia ai Carafa di Roccella, che fondarono il casale tra il XVI e gli inizi del XVII sec.,
e dei proprietari terrieri, di cui i Palazzi Speziali-Carbone e Vitale, oltre che il Casino Speziali, restano
eleganti custodi. I primi rappresentano l’architettura signorile calabrese del XVIII-XIX sec., con
imponenti portali in pietra lavorata, interni con soffitti decorati e pregevoli pavimentazioni. Ad arricchire
Palazzo Vitale, inoltre, vi si trova il Museo della Civiltà Contadina, un posto prezioso in cui attraversare
la storia della vita rurale e contadina della Calaria. A Condojanni, la narrazione si fa epica presso il
Castello Normanno (XI sec.) e le grotte scavate nell’arenaria, antichi rifugi rupestri con segni di
antropizzazione fin dall’età bizantina. Il Castello di Condojanni, in particolare, è un tipico esempio di
architettura militare normanna con, al centro, la svettante Torre Mastio a pianta quadrata, circondata
da un circuito murario rettangolare e quattro torri angolari, successive al mastio. All’interno delle mura
castellane si conservano anche i resti di una grande cisterna normanna e del Palazzo dei Carafa, conti
di Condojanni dalla fine del XVI sec. fino all’eversione della feudalità. Il sacro vive nella Chiesa di
Sant’Antonio Abate e in quella di Santa Caterina d’Alessandria, situata nell’antica “terra” ai piedi del
Castello. La prima, con notevoli iconografie devozionali, è stata ricostruita dopo il terremoto del 1783
mentre la seconda si distingue per la sobria eleganza delle linee. Quest’anno, con grande sorpresa, la
Delegazione FAI Locride e Piana ha curato un’iniziativa speciale del tutto inedita, quella di Casino
Speziali, che sarà possibile visitare solo su prenotazione (per tutte le informazioni consultare il portale
FAI), il cui edificio non è solo un monumento, ma un luogo vivo, spesso protagonista di prestigiosi eventi
culturali che ne esaltano l’anima vibrante. La visita permetterà di ammirare alcuni ambienti eccezionali
del Museo della Civiltà Contadina allestito al suo interno: un percorso espositivo di straordinario valore,
frutto della dedizione di Fortunato Speziali, che ha saputo trasformare le sale della villa in uno scrigno
di memoria collettiva.
Le Giornate FAI di Primavera a S. Ilario e Condojanni si svolgeranno nei giorni di sabato 21, giornata
principalmente dedicata alle scuole, dalle 9:00 alle 13:00, e domenica 22 marzo, dalle 10:00 alle
13:00 e dalle 14:00 alle 16:00. Visitare i paesi di Sant’Ilario e Condojanni, l’antico capoluogo della
contea, significa compiere un autentico viaggio nel passato, dove la storia calabrese si manifesta nella
sua piena potenza estetica. Il primo elemento che colpisce è il contrasto visivo: dall’eleganza
neoclassica di palazzi e ville, con interni carichi di memoria, alla solenne verticalità del Castello
Normanno, che da mille anni domina il paesaggio circostante. Per gli amanti dei centri storici lontani
dai circuiti turistici di massa, Condojanni rappresenta una rara opportunità: qui ogni unità abitativa è
stata recuperata con attenzione filologica, restituendo al centro la sua antica dignità architettonica e
urbanistica. Ma è l’aspetto rupestre a incantare definitivamente: le grotte scavate nell’arenaria,
perfettamente integrate nell’edilizia storica, creano un’atmosfera sospesa e quasi mitologica. Infine, il
paesaggio completa l’esperienza: dai belvedere dei due centri l’occhio spazia tra l’asperità
dell’Aspromonte e l’azzurro del Mar Ionio, offrendo silenzi rigeneranti e una bellezza autentica, che solo
i centri storici genuini sanno ancora conservare.
In occasione della trentaquattresima edizione delle Giornate FAI di Primavera, la Delegazione FAI
Locride e Piana ringrazia il Sindaco del Comune di Sant’Ilario, Ing. Pasquale Brizzi e l’intera
Amministrazione, la Consulta Giovanile di Sant’Ilario, Don Lorenzo Santoro, la Fam. Fortunato Speziali,
la Fam. Chiado Ida, Renato Mollica e Maria Teresa D’Agostino. Si ringraziano, inoltre, gli storici formatori
degli Apprendisti Ciceroni, coordinati dalla Delegata regionale alla cultura, prof.ssa Marilisa Morrone,
l’ Arch. Vincenzo De Nittis e Alessio Bruno Bedini; il Liceo delle Scienze Umane e Linguistico “G. Mazzini”
di Locri e i docenti prof.ssa Laura De Fiores, prof.ssa Rita De Fiores, prof.ssa Annamaria Pizzati nonché
la Dirigente, Dott.ssa Rosalba Antonella Zurzolo; il Polo Liceo Liceale Locri “Zaleuco- Oliveti/Panetta –
Zanotti”, i docenti Docile Manuela, Trapasso Rosanna, Cricelli Maria Rosa, Calautti Maria Teresa e la
Dirigente Scolastica, Dott.ssa Carmela Rita Serafino.