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Giangurgolo verso la conferenza stampa: trent’anni di storia a rischio, il gruppo teatrale prepara la difesa contro lo sfratto

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Domani, giovedì 26 febbraio alle ore 17, il Gruppo Teatrale Gioiese “Giangurgolo” aprirà le porte della propria sede di Via Piccola Velocità per una conferenza stampa che si annuncia decisiva. L’associazione, attiva da trent’anni e considerata un presidio culturale unico nel panorama cittadino, illustrerà alla stampa e alla cittadinanza le ragioni con cui intende opporsi allo sfratto immediato disposto dal Comune di Gioia Tauro.

La decisione dell’Amministrazione, comunicata con una nota dell’Ufficio Tecnico lo scorso 2 febbraio, prevede tre misure drastiche: il divieto di prosecuzione delle attività di pubblico spettacolo, l’ordine di cessazione dell’uso dell’immobile e la risoluzione anticipata del contratto di comodato d’uso gratuito, valido fino al 18 dicembre 2027. Una scelta che ha scosso il mondo culturale gioiese e che ha portato alla mobilitazione di associazioni, forze politiche e sociali.

Il Giangurgolo non è una semplice associazione: è un pezzo di storia cittadina. Fondato nel 1996, ha rappresentato per tre decenni la memoria viva del teatro popolare calabrese, custodendo dialetto, tradizioni e identità locale. Nel documento storico approvato dall’assemblea del 10 febbraio, si legge che il gruppo «non può scomparire come se alle sue spalle non ci fosse storia, come se ci fosse il nulla», ricordando il contributo di attori, registi e presidenti che hanno costruito un patrimonio culturale riconosciuto da tutta la comunità.

La sala del Piccolo Teatro, intitolata a Franco Tilotta, è diventata negli anni un luogo di aggregazione, formazione e produzione artistica. Per questo, lo sfratto viene percepito come un colpo durissimo non solo per l’associazione, ma per l’intera città.

Il 10 febbraio, nella sede del Giangurgolo, si è svolta un’assemblea molto partecipata: associazioni culturali, sindacati, consiglieri comunali di minoranza e rappresentanti politici hanno espresso all’unanimità solidarietà al gruppo teatrale e preoccupazione per il rischio di perdere un presidio culturale insostituibile.

Nel documento approvato, si sottolinea come l’immobile sia stato donato al Comune nel 1997 con vincolo di destinazione sociale e come il contratto di comodato, stipulato nel 2002, preveda una durata venticinquennale e obblighi di manutenzione che l’associazione dichiara di aver pienamente rispettato.

Nella memoria difensiva depositata il 6 febbraio, l’associazione contesta punto per punto le motivazioni del Comune. Il Giangurgolo sostiene che:

  • non esiste alcun grave inadempimento che possa giustificare la risoluzione anticipata del contratto;
  • tutti gli interventi di manutenzione previsti dal comodato sono stati eseguiti, per importi superiori ai 10.000 euro richiesti;
  • il Comune non ha mai sollevato rilievi in oltre vent’anni di utilizzo dell’immobile;
  • eventuali carenze edilizie o di agibilità possono essere risolte con prescrizioni tecniche, non con uno sfratto immediato.

L’associazione, inoltre, si è impegnata formalmente a non svolgere spettacoli aperti al pubblico fino alla definizione di un piano condiviso di adeguamento, chiedendo però di poter continuare le attività interne, formative e associative.

La conferenza stampa di domani sarà l’occasione per illustrare pubblicamente le ragioni legali, culturali e morali che spingono il Giangurgolo a chiedere il rispetto del contratto fino alla sua naturale scadenza nel 2027.

«Invitiamo cittadini, associazioni e realtà sociali a partecipare – si legge nel comunicato – per sostenere la sopravvivenza di un presidio culturale storico». Il rischio, infatti, è che lo sfratto comporti la chiusura definitiva dell’associazione, con la perdita di un patrimonio artistico e identitario che ha accompagnato tre generazioni di gioiesi.