Famiglie sul piede di guerra in diversi Comuni della Piana di Gioia Tauro, per via del mancato sblocco dei Fondi Pac che permetterebbero alle famiglie meno abbienti di iscrivere i propri figli in asili nido privati accreditati.
Ad essere coinvolti, i comuni del distretto socio sanitario 2, ossia Gioia Tauro, Palmi, Seminara, Rosarno, Rizziconi e San Ferdinando, ma la vicenda riguarda anche la Regione Calabria, il Ministero dell’Interno, e le Prefettura di Catanzaro e Reggio Calabria.
Il problema risiede nel fatto che, nonostante il finanziamento dell’importo di 1 milione 302mila euro sia stato concesso già a gennaio del 2016, gli asili nido dei sei comuni del distretto socio sanitario 2 non hanno ancora firmato la convenzione che permetterebbe ai figli di genitori in difficoltà economiche di frequentare queste strutture. E l’anomalia risiede nel fatto che in altre regioni d’Italia la convenzione è stata firmata da tempo, ed il finanziamento è stato utilizzato.
I Fondi Pac sono erogati dalle regioni ma gestiti a livello nazionale dal Ministero dell’Interno, che si serve delle Prefetture a livello locale; sono sussidi importanti per quelle famiglie a basso reddito, poiché consentono di avere agevolazioni sulle rette mensili negli asili nido convenzionati, accreditati al servizio.
Sono 200 le domande presentate dalle famiglie dei sei comuni del distretto, per un totale di 133 posti disponibili. Nei giorni scorsi a Palmi si sono incontrati i genitori dei bambini che hanno presentato domanda di iscrizione negli asili nido convenzionati; insieme hanno concordato sulla necessità che questi sussidi vengano sbloccati al più presto, per permettere ai loro figli di avere un’educazione scolastica adeguata già in tenera età.
“Non è possibile tenere vincolati milioni di euro che servono a sostenere le famiglie in difficoltà – è stato detto alla stampa da una rappresentanza di genitori a margine l’incontro – Purtroppo errori di comunicazione, servizi telematici mal funzionanti, omissioni, ritardi, hanno determinato tutto questo, a discapito nostro e dei nostri figli. Chiediamo che le istituzioni coinvolte diano un segnale della loro presenza e di interessamento al problema”.





