Discarica di contrada La Zingara: ancora problemi tra le gente. Interpellanza del consigliere Cilona.

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Emanule Antonio OLIVERI

MELICUCCA’ – Ancora una volta Melicuccà torna al centro della cronaca locale per la discarica di contrada La Zingara, la cui costruzione ha innescato una serie di polemiche e perplessità talmente ingarbugliate che ancora oggi non si riesce a fare chiarezza su alcuni aspetti.

Prima le proteste dei cittadini, di Sinopoli e Sant’Eufemia più che di Melicuccà, preoccupati per la propria salute; poi la denuncia di Legambiente e per ultima un’interpellanza del consigliere comunale di minoranza Antonino Cilona, hanno contribuito a non spegnere i riflettori sulla vicenda.

Andiamo per ordine. Lo scorso marzo viene annunciata dal sindaco Emanuele Oliveri la costruzione di una nuova discarica di servizio nella periferia del piccolo centro pianigiano; allora furono in molti ad opporsi, tanto da rendersi necessario un dibattito aperto in piazza, nel quale il primo cittadino Oliveri ha affrontato l’argomento, spiegando bene alla gente la sua posizione e rassicurandola sulle prerplessità.

In estate poi, Legambiente, grazie al lavoro di Domenico Rositano, un vigile del fuoco in servizio a Palmi, lancia l’allarme: proprio sotto la discarica c’è la falda acquifera da cui sgorga l’acqua che serve l’acquedotto Vina. C’è pericolo di inquinamento.

Diversi esperimenti e studi sembrerebbero dare ragione a questa tesi, tanto che dai comuni di Palmi, Seminara e Melicuccà, serviti dall’acquedotto Vina, è partita la richiesta ai tecnici dell’Asp e dell’Arpacal di verificare la salute delle acque che, da quanto emerso, non sarebbero inquinate.

Ieri la richiesta del consigliere Cilona, di una risposta scritta del sindaco sull’argomento.

Oliveri ha fatto sapere che la posizione del comune è quella di sempre: favorevole alla discarica per i motivi illustrati più e più volte.

Ha inoltre detto che il comune è disponibile a pagare un tecnico, anche nominato da Legambiente, che esegua le analisi richieste, per fugare ogni altro dubbio. Infine, ha spiegato che la lente d’acqua rinvenuta a monte della discarica, non è riconducibile all’acqua della falda dell’acquedotto Vina, ma è acqua piovana e non potabile.